L’Associazione Donne Magistrato Italiane esprime “profonda preoccupazione per le espressioni utilizzate dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, nel corso della manifestazione “Itaca 2.0” a Formello nella giornata di ieri”.
“Un modello culturale stereotipato e discriminatorio”
Aggiunge l’Associazione: “I termini adoperati veicolano un modello culturale stereotipato e discriminatorio. Un modello che fa dipendere il valore e l’affidabilità di una donna dall’aspetto esteriore, dall’abbigliamento e dalla condotta sentimentale pregressa, in palese contrasto con i principi di pari dignità e non discriminazione sanciti dagli articoli 3 e 37 della Costituzione, dalla Convenzione di Istanbul e dagli impegni internazionali assunti dal nostro Paese”. Come Associazione “abbiamo sempre censurato l’ uso di un linguaggio sessista, anche negli atti giudiziari. Ancor più come magistrate che esercitano ogni giorno funzioni giurisdizionali, anche in materia di Codice Rosso e violenza di genere, sappiamo quanto gli stereotipi – che riconducono la donna a custode della famiglia e oggetto di giudizio e di controllo – alimentino quella cultura del possesso che è all’origine di tante violenze. La parità di genere non si promuove solo con le leggi, ma soprattutto con la cultura e con un linguaggio appropriato. Con spirito istituzionale e costruttivo, auspichiamo una attenta riflessione e un cambio di passo da parte di tutti gli attori istituzionali”.













