7 Ottobre 2026
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Ticket in Calabria, Palmisano (M5S) interroga la Commissione europea: “Rischio disuguaglianze nell’accesso alle cure”

L'europarlamentare sottolinea: "Scaricare ulteriori costi sui cittadini rischia di colpire proprio chi è più vulnerabile e, nel peggiore dei casi, di costringere qualcuno a rinunciare alla salute"

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“La salute non può diventare un diritto più o meno accessibile a seconda del territorio in cui si vive. Per questa ragione abbiamo chiesto alla Commissione europea di valutare l’impatto dei nuovi costi a carico dei cittadini introdotti in Calabria e Basilicata e il rischio che possano aggravare ulteriormente le disuguaglianze nell’accesso alle cure“. Lo dichiara l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Valentina Palmisano, che ha presentato un’interrogazione cofirmata dall’europarlamentare M5S Pasquale Tridico, diretta alla Commissione europea sulle recenti misure di compartecipazione alla spesa sanitaria adottate nelle due Regioni.

L’esborso maggiore per alcune prestazioni

In Calabria, con l’entrata in vigore del nuovo tariffario nazionale della specialistica ambulatoriale, alcune prestazioni possono comportare per i cittadini non esenti un esborso maggiore, anche alla luce del tetto massimo di 45 euro per ricetta, superiore al limite ordinario di 36,15 euro. In Basilicata, invece, è stato introdotto un ticket di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata. Nell’interrogazione viene inoltre evidenziato come una quota significativa dello sforamento della spesa sanitaria regionale sia riconducibile agli acquisti diretti di farmaci da parte delle strutture ospedaliere.

Le gravi difficoltà economiche delle famiglie

“Parliamo di territori nei quali le difficoltà economiche delle famiglie, la presenza di numerose aree interne e una più fragile offerta sanitaria rendono già oggi più difficile curarsi. Scaricare ulteriori costi sui cittadini rischia di colpire proprio chi è più vulnerabile e, nel peggiore dei casi, di costringere qualcuno a rinunciare alle cure”, prosegue Palmisano. Nell’interrogazione si richiama l’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, relativo all’accesso alla prevenzione sanitaria e alle cure mediche, e gli obiettivi della politica europea di coesione, chiedendo alla Commissione se le misure adottate possano incidere sull’accesso equo ai servizi sanitari e contribuire ad ampliare i divari territoriali.

“Non possiamo accettare un Mezzogiorno nel quale ci si cura meno perché curarsi costa di più. Chiediamo alla Commissione europea di mantenere alta l’attenzione sulle disuguaglianze sanitarie e sulle conseguenze che determinate scelte possono produrre sui cittadini. La coesione europea non può essere soltanto un principio scritto nei Trattati: deve significare garantire concretamente che nascere o vivere in una regione più fragile non comporti maggiori ostacoli nell’accesso alle cure”, conclude Palmisano.

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