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19 Giugno 2026
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Tribunale Corigliano Rossano, Trento lancia la mobilitazione: “Consiglio comunale straordinario nell’ex Palazzo di Giustizia”

Il consigliere comunale del Pd attacca dopo le anticipazioni di Calabria7 sull'esame parlamentare: "Manca una chiara previsione di ripristino, lo Stato non può allontanarsi ancora

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Le recenti notizie relative all’iter della riforma della geografia giudiziaria e all’esame parlamentare del disegno di legge governativo impongono una immediata e seria riflessione istituzionale sul futuro del presidio giudiziario di Corigliano Rossano.
La forte preoccupazione nasce dall’assenza, allo stato, di una chiara previsione relativa al ripristino del Tribunale ionico, un silenzio normativo che rischia di trasformarsi nell’ennesima beffa per il territorio. Ad accendere i riflettori sul pericolo di un definitivo accantonamento della pratica è stato un dettagliato articolo della testata Calabria7, che ha svelato lo stato dell’arte del dibattito nelle commissioni parlamentari.
Dopo l’anticipazione di Calabria7, è arrivata la dura reazione di Leonardo Trento, consigliere comunale del Partito Democratico e Presidente della Commissione consiliare istituita per seguire il percorso finalizzato alla riattivazione del presidio. Trento annuncia una linea di totale fermezza: “Pur nella consapevolezza che il procedimento legislativo sia tuttora in corso e che nessuna decisione definitiva sia stata ancora assunta dal Parlamento, desta forte preoccupazione l’assenza, allo stato, di una chiara previsione relativa al ripristino del Tribunale di Corigliano Rossano. Per tale ragione, anche nella qualità di Presidente della Commissione consiliare istituita per seguire il percorso finalizzato alla riattivazione del Tribunale, proporrò formalmente al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, aperto e monotematico interamente dedicato al tema, al fine di valutare ogni iniziativa utile alla tutela delle legittime aspettative del territorio”.

Una ferita aperta dal 2011: i costi sociali della soppressione

La fine dello storico presidio giudiziario rossanese ha segnato profondamente la storia recente dell’intera area costiera e dell’entroterra. L’accorpamento forzato a Castrovillari ha scaricato su cittadini, imprese e professionisti una serie di disagi logistici ed economici insostenibili. La scelta di quindici anni fa viene oggi riletta non come una spending review efficiente, ma come un progressivo smantellamento dei servizi di prossimità dello Stato in un’area ad altissima densità criminale.
Trento descrive l’impatto devastante di quel provvedimento sulla vita quotidiana: “La storia del Tribunale di Rossano è stata la storia di una ferita aperta per l’intera Sibaritide e per l’Alto Ionio. Una ferita istituzionale, civile, democratica, che ha privato il nostro territorio di un presidio storico dello Stato, della legalità e della giustizia. Il Tribunale di Rossano è stato soppresso e accorpato a Castrovillari, con conseguenze disastrose che cittadini, professionisti, imprese, forze dell’ordine e amministrazioni locali continuano a pagare quotidianamente ancora oggi, centinaia di km che rendono la giustizia sempre più lontana, purtroppo, non solo geograficamente. Quella del 2011 non fu una semplice riorganizzazione di uffici, fu una decisione che incise profondamente sulla vita concreta delle persone. Perché la giustizia non è un concetto astratto. Quando un territorio vasto, popoloso e complesso viene privato del proprio presidio giudiziario, non si allontana soltanto un servizio: si allontana lo Stato. E questo, per la Sibaritide e per l’Alto Ionio, non è mai stato accettabile”.

L’ultima chiamata: la Sibaritide non può restare al palo

La discussione sulla revisione della geografia giudiziaria avviata dal Governo rappresenta l’ultima vera finestra temporale per sanare i macroscopici errori del passato. Il rischio concreto è che la trattativa romana favorisca altri territori più influenti, lasciando Corigliano-Rossano nel dimenticatoio. I rappresentanti istituzionali locali chiedono che il peso demografico e produttivo del terzo comune della Calabria venga finalmente riconosciuto a livello ministeriale.
Trento lancia un monito severo ai partiti e ai parlamentari nazionali: “In questi anni il territorio non ha dimenticato. Ci sono state iniziative, battaglie, incontri, proposte legislative, prese di posizione, atti istituzionali. Probabilmente finora non siamo stati così incisivi e così coesi da arrivare al risultato auspicato, ma adesso ci troviamo in una situazione differente: si tratta dell’ultima possibilità di riapertura del nostro Tribunale e non possiamo perderla, ne va il futuro dell’intero territorio. Il Governo e il Parlamento stanno discutendo una nuova revisione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari. E allora diciamolo con chiarezza: se la riforma del 2012 non è più intoccabile, Corigliano-Rossano e l’intero ex circondario del Tribunale di Rossano non possono essere lasciati ancora una volta ai margini. La politica nazionale deve comprendere che il nostro non è più un territorio in cui fare man bassa di voti ogni 5 anni, ma è un territorio unito, determinante e che pretende rispetto e risposte da parte delle Istituzioni”.

Un Consiglio comunale aperto nell’ex Palazzo di Giustizia

Per dare un segnale di fortissimo impatto visivo e politico, l’assise civica straordinaria non si terrà nella consueta sala consiliare, ma proprio nelle stanze che un tempo ospitavano le udienze. La scelta della location vuole essere un atto di rivendicazione identitaria e civile. All’appuntamento saranno chiamati a raccolta tutti i rappresentanti istituzionali, sindacali e professionali del comprensorio.
Il presidente della Commissione speciale illustra la valenza simbolica dell’iniziativa: “Da qui la necessità di un prossimo Consiglio comunale straordinario, aperto e monotematico, interamente dedicato al ripristino del Tribunale di Corigliano-Rossano, consiglio che ritengo che debba svolgersi in un luogo dal valore altamente simbolico: l’ex Palazzo di Giustizia di Rossano. Convocare il Consiglio comunale in quel luogo significherebbe mandare un messaggio chiaro: il Tribunale di Corigliano-Rossano non è una pagina chiusa. È una battaglia ancora viva. L’iniziativa dovrà coinvolgere tutti i sindaci e i rappresentanti dei comuni dell’ex circondario del Tribunale di Rossano, i parlamentari del territorio, i consiglieri regionali, il Presidente della Provincia di Cosenza e tutte le rappresentanze istituzionali che intendano assumere una posizione chiara e pubblica. Questa non è una battaglia di parte. È una questione che riguarda la dignità istituzionale di un territorio”.

Oltre il documento: serve una delegazione a Roma

L’obiettivo finale del Consiglio straordinario non si esaurirà nella stesura di un semplice ordine del giorno, ma nella costituzione di una vera e propria task force istituzionale. La classe politica locale è chiamata a superare gli steccati di maggioranza e opposizione per fare massa critica. La Sibaritide vuole inviare una delegazione permanente nella Capitale per marcare stretto l’iter della legge.
Trento conclude chiamando ognuno alle proprie responsabilità: “Il Consiglio comunale straordinario dovrà concludersi con l’approvazione di un documento unitario, forte e condiviso, da trasmettere al Governo, al Parlamento, alla Regione Calabria e a tutte le sedi istituzionali competenti. Ma non basterà un documento. Servirà una delegazione istituzionale del territorio, una mobilitazione seria, che porti avanti una voce unica. Servirà la capacità di trasformare una rivendicazione storica in una proposta politica concreta. Dopo anni di attesa, è arrivato il momento della responsabilità. Chi rappresenta questo territorio, a qualunque livello istituzionale, deve dire chiaramente da che parte sta e deve impegnarsi attivamente perché si arrivi al risultato sperato. Questa volta Corigliano-Rossano ha l’obbligo di chiamare a raccolta l’intero territorio. Questa volta non possiamo restare fermi a guardare”.

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