“La proposta di una Bit itinerante in Calabria coglie un punto politico ed economico decisivo: il turismo non si promuove più soltanto esponendo un territorio, ma facendolo attraversare, capire, assaggiare, vivere”. Così il consigliere regionale Enzo Bruno interviene sull’idea rilanciata da Calabria7.
Costruire percorsi territoriali mirati
Per Bruno, la presenza alle grandi fiere “resta utile, perché garantisce visibilità, relazioni e posizionamento, ma non può essere l’unico strumento”. Il mercato turistico è cambiato: “Oggi non si vendono semplicemente destinazioni, si vendono esperienze. E un’esperienza, per essere credibile, deve prima essere conosciuta da chi poi dovrà proporla, raccontarla e inserirla nei circuiti internazionali”. Da qui il sostegno alla proposta: portare i tour operator in Calabria, costruire percorsi territoriali mirati, far incontrare direttamente buyer, strutture ricettive, ristoratori, produttori, guide e amministratori. “Significa passare dalla promozione generica alla costruzione reale del prodotto turistico. È qui il salto di qualità”, continua Bruno.
“Non basta dire che la Calabria ha mare, borghi, montagne, enogastronomia e identità. Bisogna trasformare tutto questo in pacchetti, relazioni commerciali, standard di accoglienza, narrazioni coerenti e offerte vendibili. Una Bit itinerante potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio economico diffuso”.
Una proposta fondata sulla concretezza
Il valore politico della proposta, secondo il consigliere, sta nella concretezza: “Significa portare il mercato dentro i territori e, allo stesso tempo, costringere i territori a misurarsi con il mercato. Un B&B, un ristorante, un’impresa turistica o un’amministrazione comunale, davanti a un buyer europeo, capisce subito cosa funziona e cosa manca: servizi, lingua, trasporti, qualità, continuità, professionalità. È una forma di formazione pratica, molto più efficace di tanti convegni. Ed è anche un modo per rompere stereotipi che ancora pesano sulla Calabria. Chi arriva, vede, ascolta e vive il territorio può tornare a casa con un’immagine diversa e, soprattutto, con contatti e contratti”. Per questo, conclude Bruno, “la proposta va presa sul serio. Non come evento occasionale, ma come metodo stabile: mercati target, cicli tematici, regia unica, continuità annuale. Solo così la Calabria può smettere di inseguire il turismo e iniziare a governarlo”.







