26 Agosto 2026
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Vannacciani all’attacco: è guerra a Occhiuto e Cannizzaro. A Lamezia il divorzio dal centrodestra è ormai a un passo

Sanità, aeroporto, nomine ed ex Sir: l’arsenale di Futuro Nazionale è pronto a colpire. Murone stretto tra la linea della Cittadella e la gratitudine per i voti decisivi del ballottaggio

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“Se vogliono la guerra l’avranno e sarà di logoramento, ma attenzione: saremo noi a divertirci. E a fregargli voti perché loro sono in debito perenne con la città”. Altro che depressi per il posto di assessore che potrebbero perdere al comune di Lamezia, da un momento all’altro, i vannacciani non vedono l’ora di tirare sganassoni a Occhiuto e Cannizzaro. Rei anche, ai loro occhi, di tollerare l’apporto dei vannacciani alla maggioranza che sostiene Enzo Voce a Crotone e di adoperare invece per Lamezia un metro diverso. Per questo aspettano con trepidazione il momento in cui il sindaco Mario Murone, per l’elezione del quale furono determinanti (negarlo è una ipocrisia), revocherà la delega a Donatella Amicarelli, cui va comunque riconosciuto il merito di non spostarsi di un millimetro dalla scelta politica fatta (aderire a Futuro Nazionale): in quanti- ai tempi di oggi, con una politica sempre piu’ somigliante ad un ufficio di collocamento- sarebbero rimasti in un partito scomodo ben sapendo che la stessa permanenza comporterà la perdita della poltrona?

Pronti i dardi al veleno

Dunque, sono pronti a lanciare dardi al veleno i soldati di Vannacci. Lo faranno da destra, e ciò farà male, malissimo agli ormai ex colleghi di cordata. E’ vero, si potrà pur sempre imputare loro di avere chiuso tutti e due gli occhi rispetto a certe mancanze governative, quando erano con Salvini, ma come tutti sanno il dizionario dell’oppositore è sempre piu’ fornito (di artifizi retorici) di quello dell’amministratore. “Avremo gioco facile a dimostrare quanto Lamezia Terme sia lontana dall’agenda della giunta regionale”, dicono sghignazzando dalle parti di Futuro Nazionale. A cominciare dalla sanità, da quell’ospedale lametino con un grande futuro dietro le spalle, per planare sull’aeroporto “spogliato di voli fondamentali a beneficio di Reggio”. Il tutto passando dal mancato coinvolgimento della città della piana nello scacchiere delle nomine che contano e dal sostanziale vuoto preoccupante di idee che si registra sul futuro dell’area industriale piu’ importante della Calabria, l’ex Sir.

Quintalate di pop – corn

L’arsenale vannacciano comprenderà anche le criticità sul fronte della questione campo rom, particolarmente cara a Furgiuele & company. Intanto il centrosinistra è pronto ad ordinare quintalate di pop-corn. Bisogna solo attendere che Mario Murone compia il passo che i leader regionali del centrodestra gli chiedono da luglio : far fuori Futuro Nazionale da ogni articolazione del potere municipale. Il sindaco non potrà prendere ancora tempo, ne ha già consumato parecchio , e lo ha fatto nella consapevolezza, peraltro diffusa nella società politica locale, che la macchina furgiueliana oltre un anno fa ha macinato consensi decisivi per l’affermazione al turno di ballottaggio dello stesso penalista. Murone, come anticipato da noi ieri mattina presto, ha dovuto consegnare una sorta di avviso di sfratto ai fedelissimi di Futuro Nazionale.

La “doppia morale”

Tuttavia- e ne siamo convinti per le ragioni appena accennate- lo ha fatto a malincuore perché la radice cinica della politica comunque non può nascondere l’istinto alla gratitudine in chi, ovviamente, ce l’abbia. E se è vero che la speranza è l’ultima a morire, il primo cittadino auspica che in zona cesarini la ‘doppia morale’ con cui si legge la presenza dei vannacciani nelle maggioranze pitagorica e lametina possa lasciare spazio ad una deroga che salvi gli equilibri numerici usciti dalle urne. Difficile che ciò avvenga, che ciò parta dalla Cittadella. Ma nel frattempo sono stati attivati canali romani per superare proprio l’edizione aggiornata dell’editto bulgaro cannizzarian-occhiutiano. E Roma prevale su tutto, è sempre stato così e così sarà, dai paracadutai alle elezioni reggine alle scelte locali. Attendiamo l’ardua sentenza.

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