L’ennesimo documento di denuncia con il quale i consiglieri comunali facenti parte del gruppo consiliare “Cuore Vibonese” danno conto delle pessime condizioni nelle quali versano le aree cimiteriali del capoluogo e delle frazioni conferma che l’attuale amministrazione scivola sempre sulla solita classica buccia di banana costituita dall’inefficienza gestionale del comparto inerente ai lavori pubblici. Tale situazione, che finisce per oscurare il lavoro ed i risultati dell’esecutivo, porta ad interrogarsi sul perché il sindaco Romeo preferisca esporre l’intera amministrazione al fuoco delle forze d’opposizione invece di assumere delle determinazioni idonee a rimuovere l’inconfutabile vulnus.
In questo contesto, va puntualizzato che nel caso di specie non siamo di fronte a dei rilievi strumentali, ma ad una situazione generalizzata che, al di là delle aree cimiteriali, spazia dalle condizioni della viabilità comunale al verde pubblico, alla rete idrica per culminare nella gestione dei cantieri, caratterizzata da un rapporto di impotente sudditanza da parte del comune nei confronti delle ditte appaltanti.
Cantieri infiniti e strade trasformate in crateri
Reputiamo che proprio quest’ultimo contesto sia quello che maggiormente indispettisca i cittadini poiché, più di ogni altro, dà l’idea di quel senso d’inadeguatezza che si percepisce, alcune volte magari in maniera ingiusta, in relazione all’operato dell’amministrazione.
Diciamolo con maggiore chiarezza: tutte le ditte che a qualsiasi titolo operano sul territorio comunale fanno quello che vogliono, si effettua un taglio su una strada per posizionare delle condutture e, a lavori terminati, invece di ripristinare lo stato dei luoghi, in assenza di qualsiasi controllo, si riempiono gli scavi con della sabbia che puntualmente alla prima pioggia li trasforma in dei crateri.
Si recinta un’area per realizzare dei lavori che in qualsiasi altro comune sarebbero portati a termine nel volgere di qualche settimana, mentre a Vibo i tempi diventano — se tutto va bene — biblici, col risultato di congestionare ancor di più e sine die il già caotico traffico veicolare e causare ingenti danni economici ai malcapitati commercianti della zona.
Il caso emblematico di via Alcide De Gasperi
L’esempio più indecoroso, anzi l’ultimo esempio — perché di tempi di realizzazione indecorosi sono piene le cronache giornalistiche — riguarda l’imbocco di via Alcide De Gasperi provenendo da piazza San Leoluca, dove per realizzare un marciapiede di circa cento metri la strada è stata chiusa da maggio a dicembre 2025 senza portare a termine i lavori, riaperta in occasione delle festività natalizie, e nell’ultima decade di febbraio richiusa senza che riprendessero i lavori.
Il nodo politico tra Romeo e l’assessore Monteleone
Ciò posto, riteniamo che due possano essere le ragioni dell’arcano immobilismo del sindaco, una, di natura politica, collegata al fatto che l’assessore ai Lavori Pubblici, l’architetto Monteleone, oltre ad essere espressione della lista di Romeo, al momento della composizione dell’esecutivo è stato imposto proprio dal primo cittadino, la seconda ragione, forse più determinante della prima, attiene al noto ed antico rapporto di amicizia che lega i due politici. Premesso che all’assessore non è mai stato contestato né dalle forze d’opposizione, né da comitati, associazioni o semplici cittadini, la mancanza d’impegno e dedizione nell’assolvere al proprio incarico, restano però i risultati che obiettivamente sono deludenti.
“Gli interessi dei cittadini prima dei rapporti personali”
Noi comprendiamo che le due circostanze di cui sopra pongono il sindaco Romeo in una posizione di difficoltà, ma siamo convinti che egli stia perseverando nel medesimo errore già commesso in occasione della nomina del suo capo di gabinetto; un sindaco non può posporre gli interessi generali della collettività che amministra ad altro tipo di rapporti e deve sempre trovare la forza di far prevalere i primi.
Il sindaco, su questo punto, ha fortemente deluso i vibonesi poiché non ha mantenuto l’impegno, assunto in campagna elettorale, di porre in essere un netto cambio di marcia rispetto al suo predecessore, un nuovo percorso che, a suo dire, avrebbe avuto come nota distintiva rispetto al passato quella di collocare gli interessi della comunità sempre e comunque al primo posto.
Francamente non ci sembra che la nomina di un capo di gabinetto, la cui retribuzione andrà a gravare sulle casse comunali con utilità per i cittadini pari a zero, e il mantenimento di un assessore che profonde un grande impegno, ma purtroppo produce i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, siano in linea con gli interessi generali.









