Di dubbi non ce ne sono mai stati tanti, si aspettavano soltanto i giusti tempi tecnici e il compimento di un percorso procedurale che sgombrasse il campo. Perché, parafrasando l’immenso Indro Montanelli, in politica uno che se ne va, è un posto che si fa vuoto. E il posto che già da fine gennaio si è fatto vuoto, è quello di Giorgio Silli, ancora per poco sottosegretario degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Silli, Forza Italia e l’incarico che cambia bandiera
Quell’incarico, infatti, spetterebbe a Noi Moderati, che Silli lo scorso settembre ha lasciato, insieme al deputato Giuseppe Bicchielli, per aderire a Forza Italia che, a sua volta, pare gratificherà l’impegno dell’esponente politico toscano, con altro incarico. Ma questo a poco interessa.
Galati al governo Meloni
Quel che rileva è che — da indiscrezioni romane — dovrebbe essere Pino Galati il nuovo sottosegretario al governo Meloni.
Già esponente di vari esecutivi a guida Silvio Berlusconi, con deleghe pesanti alle Attività produttive (ministro era Marzano) e all’Università (Gelmini), Galati è stato parlamentare per un ventennio pressoché ininterrottamente dal 1996. Uscito indenne da alcuni incidenti giudiziari, oggi è numero due dell’agguerrita creatura centrista guidata da Maurizio Lupi.
Noi Moderati, da cespuglio a primo partito a Lamezia
Quella Noi Moderati che nel giro di pochi mesi è diventato primo partito, a poche incollature da Fratelli d’Italia, nella baricentrica Lamezia Terme, dopo averne nei fatti indicato il sindaco e, a trionfo di questi ottenuto, gli assessori, non tutti di peso a dire la verità.
Il “cespuglio” si è poi preso la soddisfazione più grossa, eleggendo ben due consiglieri regionali nella tornata dello scorso ottobre che ha visto nuovamente trionfare Roberto Occhiuto: Rosa e Pitaro.
Il possibile doppio colpo
Calabria 7, a proposito, resta convinta dell’idea che sarà il primo dei due a prendersi a metà mese un assessorato pesante alla Cittadella. Immaginatevi se il conferimento delle deleghe di sottosegretario a Galati (sottosegretario vero, non quella minchiata approvata dal consiglio regionale per far giochicchiare qualcuno col potere, e con relativa indennità) dovesse coincidere con quello dell’investitura assessorile di Vito Pitaro. Roba da poter gridare: “È qui la festa!”








