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16 Aprile 2026
16 Aprile 2026
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Sanità fuori dal commissariamento, ma è davvero la svolta? Tagli, vincoli e propaganda: i nodi restano tutti

Fine del regime straordinario dopo il taglio del debito, ma senza cambi strutturali. Tra sanità e depurazione, la narrazione politica di Occhiuto si scontra con i problemi reali

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Con la fine del lungo periodo del commissariamento della sanità calabrese si ritorna alla gestione ordinaria del comparto. La determinazione assunta dal Consiglio dei Ministri è frutto di un abbattimento di circa 300 milioni del debito monstre – che a suo tempo (2009) aveva indotto il governo dell’epoca ad assumere il provvedimento oggi revocato – conseguito tra gli anni 2022 e 2025. I proclami dai toni trionfalistici con i quali è stato accolto il provvedimento di revoca da parte del presidente Occhiuto e da qualche altro consigliere regionale farebbero credere che la fine del commissariamento porterà con sè la soluzione dei tanti problemi della sanità calabrese.

Il nodo dei tagli e della qualità delle prestazioni

Un sillogismo del genere appare fuorviante, va evidenziato infatti come l’abbattimento dei trecento milioni non è il risultato di una gestione più oculata della spesa attraverso l’eliminazione degli sprechi, degli incarichi clientelari e dei favoritismi vari nei confronti dei soliti amici del cerchio magico, bensì del taglio netto del personale medico e paramedico nonché dei posti letto, che ha intaccato la qualità delle prestazioni sanitarie, costringendo i calabresi al triste fenomeno della migrazione sanitaria.

Vincoli di spesa e controllo dei Ministeri

Chiarito questo aspetto, va poi tenuto nella debita considerazione un dato di fatto inoppugnabile: la fine del commissariamento non comporta la fine dei vincoli di spesa, rimanendo la regione all’interno di un rigido piano di rientro sull’osservanza del quale i Ministeri della Salute e dell’Economia continueranno ad esercitare il loro controllo, quindi un cambio di regime che poco incide sulla sostanza.

Il Decreto Calabria e le occasioni mancate

La verità è che la narrazione ed i proclami del governatore si scontrano con il suo agire in questi anni e non lasciano ben sperare, avendo egli dato prova di non aver saputo sfruttare al meglio alcuni provvedimenti adottati dal Governo in favore della regione, quale il c.d. “Decreto Calabria” che, insieme ad altre norme ad hoc, consentiva nuove assunzioni e la stabilizzazione di un buon numero di precari.

La fine dell’alibi politico

L’unico vero elemento di novità è rappresentato dalla circostanza che, con il ritorno alla gestione ordinaria, viene meno quella specie di sipario – consistente nel fatto che ogni decisione era soggetta al preventivo beneplacito dei vertici ministeriali – dietro il quale solevano celare limiti e responsabilità i politici calabresi. Da oggi la responsabilità politica di ogni scelta e di ogni azione apparterrà solo a loro.

Depuratori e mare: l’altro grande problema

Ciò posto, ed a conferma del fatto che con i proclami ed i toni trionfalistici non si risolvono le criticità, bisogna evidenziare che il comparto sanitario non rappresenta l’unico tallone d’Achille del governatore, insieme ad esso vi è l’altro suo grande cavallo di battaglia: la gestione dei depuratori ed il promesso miglioramento dell’inquinamento marino.

La “Calabria Meravigliosa” e la realtà delle coste

Una problematica che, come ogni anno, con l’approssimarsi della stagione estiva, tornerà di scottante attualità, atteso che il comparto turistico rappresenta il principale volano di sviluppo della regione. Anche in questo caso il presidente Occhiuto, più che all’adozione di provvedimenti realmente risolutivi della problematica, ha fatto abbondantemente ricorso alla solita accattivante narrazione ricca di proclami e slogan. Molto famoso quello – “Calabria Meravigliosa” – coniato per decantare le condizioni del mare calabrese ed accompagnato da gigantografie ritraenti i tratti di costa più suggestivi collocate nei principali aeroporti nazionali ed in quelli della nostra regione.

Peccato però che le reali condizioni del mare non siano in linea con le immagini proposte agli ipotetici turisti. Le foto a corredo del servizio documentano in modo inconfutabile come si presentava il mare la mattina di martedì 14 aprile nel tratto di costa ricompreso tra la spiaggia della frazione Santa Maria del comune di Ricadi-Capo Vaticano e quella della frazione Coccorino del comune di Joppolo, uno dei tratti più suggestivi della “Costa degli dei” che, a sua volta, per numero di presenze e posti letto, rappresenta il cuore del comparto turistico dell’intera regione.

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Tra giustificazioni e preoccupazioni

Non sappiamo se Occhiuto e l’assessore al turismo Giovanni Calabrese arrossiranno nell’osservare le immagini, oppure si giustificheranno sostenendo il perfetto funzionamento dei depuratori della zona ed attribuendo l’origine del male alle coste africane, ma siamo assolutamente certi sia della grande preoccupazione degli operatori turistici e di tutti coloro che vivono di turismo, sia dell’inutilità della narrazione propinata dal governatore se poi sul web appaiono foto che, nel raggiungere ogni angolo del pianeta, documentano una realtà opposta.

Una narrazione che perde forza

La sintesi di tutto il discorso è che il presidente Occhiuto ha dato prova di non essere riuscito ad incidere in maniera adeguata sulle problematiche di interesse generale, cercando di nascondere tale limite attraverso un racconto che ha fin qui fatto presa ma che di fronte ad alcuni evidenti fallimenti, tra i quali entrano a pieno titolo i due comparti di cui ci siamo occupati, comincia a perdere appeal.

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