1 Luglio 2026
1 Luglio 2026
spot_img

Affondo di Alecci contro la Giunta Occhiuto: “Il personale medico fugge dalla Calabria per disorganizzazione”

Il consigliere regionale del Partito Democratico denuncia il caso di una giovane neuropsicomotricista rientrata dalla Lombardia e costretta a fuggire nuovamente al Nord. Al centro della polemica la mancata fornitura di attrezzature per la cura di bambini autistici presso l'Asp di Catanzaro

spot_img

La gestione delle risorse umane e la carenza di strumenti nei presidi sanitari della Calabria innescano un nuovo, duro scontro politico all’interno del Consiglio regionale. Il consigliere Ernesto Alecci ha sollevato un caso emblematico che riaccende i riflettori sulle criticità operative del sistema sanitario locale, contestando apertamente la narrazione della Giunta guidata dal Presidente Roberto Occhiuto in merito all’attrattività della regione per i medici e i professionisti del settore.

“Basta favole sugli appelli a tornare in Calabria! Una giovane neuropsicomotricista calabrese, rientrata dalla Lombardia per svolgere qui la sua attività, si è scontrata con la disorganizzazione della nostra Sanità. Dopo mesi di richieste inascoltate per una strumentazione adeguata per curare i piccoli pazienti, ha deciso di rientrare al Nord. Una sconfitta per tutti.” Questo è il duro incipit con cui l’esponente dell’opposizione ha sintetizzato la vicenda, basata su verifiche documentali e atti ufficiali reperiti negli ultimi giorni.

La ricostruzione della vicenda presso l’Asp di Catanzaro

La professionista in questione, dopo una consolidata esperienza lavorativa in Lombardia, aveva scelto di fare rientro nella propria terra d’origine rispondendo a un avviso pubblico e ottenendo il trasferimento per mobilità presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. L’incarico prevedeva l’assistenza e la terapia di giovani pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico, con quadri clinici anche di particolare gravità. Al momento dell’insediamento, riscontrando l’assenza di attrezzature essenziali per lo svolgimento delle terapie, la specialista ha formalizzato una richiesta per l’acquisto di materiale specialistico del valore stimato di circa 2000 euro.

Nonostante i ripetuti solleciti inviati per vie ufficiali e tramite posta elettronica nel corso di oltre un anno di servizio, le forniture necessarie non sono mai state consegnate dalla Direzione sanitaria. Una situazione di stallo prolungato che ha spinto la neuropsicomotricista a rassegnare le dimissioni e a fare ritorno nelle strutture sanitarie del Nord Italia. Nella sua nota, il consigliere regionale evidenzia la gravità della perdita di personale specializzato a fronte di liste d’attesa critiche e analizza i dettagli del sistema di gestione.

“Da anni il Presidente Occhiuto ci racconta che per salvare la Sanità in Calabria bisogna fare di tutto per far rientrare i nostri professionisti, le nostre risorse umane che svolgono la propria attività altrove, che la Calabria deve essere “attraente” per il personale sanitario. Ma è solo l’ennesima favola che racconta ai calabresi, perché anche quando questo accade, il sistema sanitario regionale non riesce a trattenere e valorizzare queste preziose risorse.”

La denuncia sulle liste d’attesa e sulla gestione aziendale

L’episodio viene assunto dal consigliere come espressione delle contraddizioni strutturali della sanità calabrese, in particolare per la sproporzione tra la modesta entità economica della spesa richiesta e l’impatto sul servizio assistenziale destinato a decine di famiglie.

“Questa vicenda, che lascia veramente sbalorditi, rappresenta plasticamente tutte le contraddizioni tra il mondo raccontato dal Presidente e dalla Giunta e la realtà quotidiana delle nostre corsie. Come è possibile perdere una risorsa così importante in un settore caratterizzato sempre di più da carenza di personale specializzato e da liste d’attesa infinite, come più volte anche io ho denunciato? Per quale motivo una Direzione sanitaria non riesce a garantire al proprio personale una spesa di 2.000 euro per poter dare supporto e prestare cure adeguate a decine di bambini e ragazzi con patologie neuropsichiatriche anche molto gravi? Questa giovane professionista non aveva richiesto né un trattamento economico particolare, né uno scatto di carriera per poter tornare a svolgere la sua attività in Calabria. Voleva solo svolgere il suo lavoro nel modo migliore con la strumentazione adatta a questo importante ruolo. Voleva essere solo utile ai suoi piccoli pazienti e alle loro famiglie. Ma questo sistema sanitario regionale, con la sua disorganizzazione e la sua scarsa attenzione ai problemi reali e quotidiani, l’ha fatta scappare, l’ha fatta andare via. Questa è l’ennesima sconfitta per tutti i calabresi, per tutti noi”.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img