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29 Aprile 2026
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Asp Vibo, il nuovo commissario si presenta: arriva una nuova Casa di comunità, ma mancano i medici

Il nuovo presidio sarà realizzato in un’ala del poliambulatorio di Moderata Durant. Sestito annuncia le richieste di personale alla Regione: servono anestesisti, cardiologi, medici d’urgenza, ortopedici e specialisti

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Il mandato del neo commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Angelo Sestito, si apre con una novità significativa sul fronte della sanità territoriale. Il Vibonese avrà una sesta Casa della comunità, una in più rispetto alle cinque inizialmente assegnate. Un risultato che, secondo quanto spiegato dallo stesso commissario nel suo primo incontro con la stampa nella nuova veste, è legato al fatto che l’Azienda sanitaria provinciale vibonese risulta l’unica in Calabria ormai pronta all’attivazione dei cinque presidi già programmati.

Proprio questa condizione avrebbe consentito all’Asp di accogliere un’ulteriore struttura, contribuendo così al raggiungimento del target regionale previsto. La nuova Casa della comunità nascerà a Vibo Valentia, in un’ala del poliambulatorio di Moderata Durant, e secondo il cronoprogramma indicato dovrebbe essere pronta nel giro di un mese. I lavori partiranno a strettissimo giro.

La presentazione delle prime linee operative di Sestito arriva in una fase delicata per la sanità vibonese, segnata da carenze di personale, reparti da riattivare, liste d’attesa da ridurre e dalla forte mobilitazione dei territori. A Tropea, intanto, migliaia di cittadini sono scesi in piazza per difendere il proprio ospedale, chiedendo una soluzione strutturale alla crisi dei servizi sanitari pubblici.

La sesta Casa della comunità al poliambulatorio di Moderata Durant

La nuova Casa della comunità sarà ospitata in un’ala del poliambulatorio di Moderata Durant, a Vibo Valentia. Per consentire la ristrutturazione della parte della struttura destinata al nuovo presidio, alcuni servizi saranno riorganizzati all’interno dello stesso poliambulatorio, mentre altri dovranno essere trasferiti temporaneamente in sedi esterne. La decisione definitiva sulla nuova distribuzione degli spazi sarà assunta nelle prossime riunioni. L’obiettivo, però, è già fissato: completare l’intervento in tempi molto rapidi e arrivare all’attivazione della struttura entro un mese.

La sesta Casa della comunità rappresenta un presidio aggiuntivo rispetto alla programmazione originaria. La sua assegnazione al territorio vibonese deriva dalla capacità dell’Asp di essere già pronta per l’attivazione delle prime cinque, condizione che ha consentito di intercettare un’ulteriore opportunità nel quadro degli obiettivi regionali.

La sfida delle equipe: professionisti chiamati a lavorare insieme

La vera partita, secondo quanto emerso dall’incontro con la stampa, non sarà soltanto edilizia o organizzativa. Il punto più delicato sarà costruire il funzionamento concreto delle Case della comunità e degli ospedali di comunità, mettendo insieme figure professionali che finora non sempre hanno lavorato in modo integrato. Sia il commissario Angelo Sestito sia il direttore sanitario Ilario Lazzaro hanno indicato proprio nella capacità di fare squadra una delle sfide centrali del nuovo modello assistenziale. L’obiettivo è trasformare i nuovi presidi in luoghi realmente operativi, capaci di garantire risposte territoriali e di alleggerire la pressione sugli ospedali. La richiesta del personale specifico necessario per l’attivazione delle Case e degli ospedali di comunità è già stata avanzata dall’Asp alla Regione Calabria.

Il nodo organici: richiesti 19 anestesisti e nuovi specialisti

Sestito non ha nascosto le criticità. Il problema principale resta la penuria di organico, che condiziona l’attività degli ospedali e dei servizi territoriali. Il commissario ha spiegato che, sulla base di un calcolo del fabbisogno finalmente effettuato in modo puntuale, sono già state trasmesse le richieste per rafforzare le dotazioni professionali dell’Asp.

Nel dettaglio, l’Azienda sanitaria ha chiesto 19 anestesisti, 4 cardiologi, 3 medici di medicina interna, 7 specialisti in medicina d’urgenza, 6 ortopedici, 3 psichiatri, 3 radiologi, 4 urologi, 4 neurologi, 2 nefrologi, un pediatra, 3 specialisti in medicina trasfusionale, 2 medici di chirurgia generale e 5 farmacisti. Si tratta di numeri che restituiscono la dimensione della difficoltà. La carenza non riguarda un solo reparto, ma attraversa in modo trasversale più ambiti della sanità vibonese, dall’emergenza-urgenza alla specialistica, dalla medicina interna alla diagnostica, fino ai servizi farmaceutici.

Nefrologia, Psichiatria e Urologia: i servizi da rilanciare

Tra le priorità indicate c’è la riattivazione, quanto prima, almeno del day hospital di Nefrologia. Per questo servizio sarebbero già stati individuati gli spazi necessari. L’Asp punta inoltre a riaprire gradualmente la Psichiatria, altro tassello considerato rilevante nella riorganizzazione dell’offerta sanitaria provinciale. Per quanto riguarda l’Urologia, si sta avviando una collaborazione con la Dulbecco per poter disporre di specialisti, in attesa di reperire un primario. È una soluzione ponte, pensata per garantire continuità e rafforzare un servizio che necessita di professionalità dedicate.

Sestito ha poi indicato un altro fronte di intervento: la direzione medica di presidio, ritenuta strategica per il funzionamento degli ospedali. “Stiamo cercando, poi, di dare un senso alla direzione medica di presidio, strategica per gli ospedali”, ha affermato il commissario. Con il piano del fabbisogno, l’Asp punta ad avere due figure per i nosocomi di Serra e Tropea, che facciano da referenti alla direzione dello Jazzolino.

Liste d’attesa, l’Asp attende il completamento delle procedure regionali

Un altro capitolo riguarda le risorse per l’abbattimento delle liste d’attesa. Si tratta di somme ex Covid recuperate, sulle quali l’Asp attende che la Regione completi le procedure necessarie dopo l’emendamento governativo. Il tema resta centrale, perché le liste d’attesa rappresentano una delle criticità più percepite dai cittadini. L’utilizzo delle risorse disponibili potrebbe consentire di aumentare le prestazioni, ridurre i tempi e dare risposte più rapide a una domanda sanitaria che negli ultimi anni si è accumulata anche a causa della carenza di personale.

Estate, verso personale aggiuntivo e nuove postazioni

In vista della stagione estiva, l’Asp sta elaborando le richieste per il personale aggiuntivo e per l’attivazione di due o tre postazioni Victor, che andrebbero ad aggiungersi alle sette postazioni di ambulanza già presenti sul territorio. È un passaggio importante soprattutto per una provincia che nei mesi estivi vede crescere in modo significativo la popolazione, in particolare lungo la costa e nelle località turistiche. L’aumento delle presenze comporta inevitabilmente una maggiore pressione sul sistema dell’emergenza-urgenza e sui presidi sanitari territoriali.

Tropea in piazza: “Diritto all’assistenza”

Mentre l’Asp presenta la nuova fase organizzativa, da Tropea arriva un segnale forte. Migliaia di persone hanno partecipato al corteo promosso per difendere l’ospedale, attraversando la città dal presidio sanitario fino al centro cittadino. Sindaci, cittadini e associazioni hanno manifestato per chiedere il rilancio del nosocomio, considerato da tempo sempre più depotenziato di reparti e servizi. Il messaggio arrivato dalla piazza è quello della difesa del diritto alla salute e dell’accesso all’assistenza in un territorio a forte vocazione turistica e con una popolazione distribuita in numerosi centri.

“La partecipazione di oggi rappresenta la coscienza sociale che sta emergendo sul territorio”, ha sostenuto Domenico Cortese del Comitato Costa degli Dei. Secondo Cortese, “Regione e Governo non possono più nascondersi. La popolazione non chiede uno o due operatori sanitari in più, né un premio di consolazione; famiglie, studenti, lavoratori e pazienti chiedono una soluzione strutturale alla carenza dei servizi sanitari pubblici”.

La richiesta del territorio: assunzioni e stop alla spoliazione

Durante la manifestazione è stata denunciata la progressiva spoliazione dell’ospedale di Tropea. Dal corteo è arrivata anche la richiesta di abrogare senza condizioni il Piano di rientro sanitario, definito dai manifestanti “criminale”.

Le rivendicazioni riguardano un vero programma di assunzioni negli ospedali pubblici e nella sanità territoriale, oltre alla fine dei privilegi attribuiti alla medicina privata. Il punto, per i comitati e per i cittadini scesi in piazza, è che la crisi dell’assistenza non può essere affrontata con interventi tampone, ma richiede una strategia complessiva e strutturale.

La mobilitazione di Tropea si inserisce quindi nello stesso quadro di emergenza che il nuovo commissario Asp è chiamato ad affrontare: personale insufficiente, servizi da riattivare, territori che chiedono presidi certi e cittadini che non vogliono vedere arretrare ulteriormente l’offerta pubblica.

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