Il sindaco Franz Caruso interviene con durezza sulla recente visita del Presidente della Regione Roberto Occhiuto a Cosenza, durante la quale è stato presentato il progetto del nuovo ospedale nell’area di Rende. Per il primo cittadino, la scelta di delocalizzare la struttura fuori dai confini comunali del capoluogo è inaccettabile. “Cosenza, città capoluogo e cuore storico, culturale e amministrativo della Calabria, non può essere privata di un presidio sanitario fondamentale. Alla città capoluogo spetta un ruolo centrale nelle scelte strategiche che riguardano servizi essenziali come la sanità. Sottrarre anche l’ospedale significherebbe infliggere un colpo durissimo alla dignità e al futuro della nostra comunità”.
Azioni legali e ricorsi
L’Amministrazione comunale non si limiterà alla protesta verbale, ma ha già attivato le procedure legali per bloccare l’iter regionale. “Come Amministrazione comunale, abbiamo già intrapreso tutte le iniziative necessarie nelle sedi competenti, costituendoci formalmente per difendere il diritto dei cittadini a un’assistenza sanitaria di qualità, accessibile e radicata nel territorio. Non arretreremo di un passo davanti a scelte che rischiano di compromettere un equilibrio già fragile”.
L’accusa: “Dinamiche opache e logiche consociative”
Oltre al merito della scelta, Caruso contesta duramente il metodo seguito dalla Regione Calabria, denunciando una mancanza di trasparenza nel processo decisionale che coinvolge ingenti fondi pubblici. “Decisioni che comportano investimenti pubblici di centinaia di milioni di euro non possono maturare all’interno di dinamiche opache o di logiche consociative che escludono il confronto reale con le istituzioni e con i cittadini. La trasparenza e la leale collaborazione tra enti devono essere alla base di ogni scelta pubblica”.
Appello alla mobilitazione popolare
Il comunicato si chiude con una chiamata alle armi per la cittadinanza, invitando i cosentini a una mobilitazione civile per difendere l’identità e i servizi della città. “Mi rivolgo a tutti i cittadini affinché si costruisca una mobilitazione ampia, civile e determinata. Difendere l’ospedale significa difendere la nostra identità. Su questa battaglia non ci saranno ambiguità: il presidio ospedaliero di Cosenza non si tocca. Saremo fermi, uniti e pronti a far sentire con forza la voce della nostra città”.






