È arrivato oggi 14 febbraio 2026 il responso medico richiesto dalla famiglia al Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sul destino del bimbo di 2 anni e 4 mesi ricoverato al Ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore segnato da gravi criticità. Il parere romano, citato dall’avvocato di parte, contrasta con la posizione dei medici partenopei e apre nuovi fronti nella vicenda giudiziaria e clinica.
Il responso del Bambino Gesù: “non è più trapiantabile”
In un passaggio trasmesso durante la puntata mattutina di Mi manda Raitre di oggi 14 febbraio, l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha comunicato che il parere specialistico richiesto al Bambino Gesù di Roma indica chiaramente che il bambino ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli “non è più trapiantabile”. Si tratta, secondo quanto riferito dal legale in diretta televisiva, di una valutazione clinica che considera il quadro sanitario del piccolo troppo compromesso per un nuovo intervento cardiaco.
Questa conclusione, resa nota stamattina nel corso della trasmissione televisiva, è esattamente ciò che la famiglia aveva richiesto come secondo parere da una struttura esterna di riferimento nazionale dopo il primo tentativo di trapianto divenuto drammaticamente problematico.
Il dissenso dell’equipe del Monaldi e la situazione clinica
Secondo le medesime dichiarazioni dell’avvocato Petruzzi, però, all’Ospedale Monaldi resta una visione diversa rispetto alla valutazione esterna. Sempre oggi, lo stesso legale ha affermato che il medico che ha operato il bambino ritiene che sia ancora trapiantabile, e per il momento il nome del piccolo rimane nella lista nazionale dei trapianti in attesa di un donatore compatibile.
Il bambino, che da oltre 50 giorni è ricoverato in terapia intensiva in condizioni estremamente gravi e collegato all’Ecmo (macchina di circolazione extracorporea), continua quindi a lottare tra la vita e la morte mentre la famiglia e l’equipe medica si confrontano su come procedere.
Il quadro dell’incidente chirurgico e le indagini
La vicenda ha avuto origine lo scorso 23 dicembre 2025, quando un cuore compatibile prelevato da un donatore e trasportato da Bolzano a Napoli è risultato gravemente danneggiato al momento dell’impianto. Le ricostruzioni finora emerse indicano che l’organo potrebbe aver subito una lesione irreversibile causata dall’esposizione a temperature estremamente basse durante il trasporto, verosimilmente legate a un uso improprio di ghiaccio secco invece del ghiaccio tradizionale nel contenitore di conservazione. La famiglia ha sporto denuncia e la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose; al momento risultano indagati sei sanitari tra i team che hanno eseguito l’espianto e il trapianto, con il supporto dei carabinieri del NAS nella raccolta della documentazione clinica e del sequestro del box di trasporto dell’organo.
Parallelamente, il Ministero della Salute ha inviato ispettori sia a Bolzano sia all’ospedale Monaldi per verificare l’intera filiera del trapianto, dal prelievo alla conservazione, mentre la Regione Campania, per voce del presidente Roberto Fico, ha annunciato un’ispezione regionale per accertare ogni responsabilità nella gravissima vicenda sanitaria.
In attesa di ulteriori accertamenti
La famiglia ha espresso l’intento di chiedere alla direzione sanitaria del Monaldi di rivolgersi formalmente al Bambino Gesù per un parere ancora più approfondito sulla “trapiantabilità” del bambino, un passaggio che riflette la profonda erosione del rapporto di fiducia con la struttura napoletana. Al momento, oltre alla ricerca di un cuore compatibile in Italia — e, se necessario, all’estero — il caso resta aperto sotto il profilo giudiziario e clinico, con consulenze e perizie che dovranno chiarire non solo la condizione attuale del bambino ma anche i passaggi tecnici legati alla gestione e al trasporto dell’organo donato









