7 Agosto 2026
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Caos alla Farmacia distrettuale di Soverato, la denuncia del Codacons: “Malati e anziani umiliati in coda, intervenga l’Asp”

Locali angusti, assenza di servizi igienici e pazienti fragili costretti ad attendere in piedi all'esterno: l'associazione dei consumatori chiede interventi immediati alla Regione Calabria

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Una situazione inaccettabile che lede la dignità dei cittadini più fragili proprio nel momento del bisogno. Alla Farmacia territoriale distrettuale di Soverato si registra una gestione del servizio che ha spinto il Codacons a lanciare un duro atto di accusa contro i vertici della sanità locale, accendendo i riflettori su disagi quotidiani non più tollerabili per l’utenza.

File indecenti e locali inadeguati: la fotografia del disagio a Soverato

Secondo quanto denunciato dall’associazione, cittadini anziani, malati e fragili sarebbero costretti ad attendere in condizioni indecorose per ritirare farmaci salvavita indispensabili. Il servizio verrebbe infatti svolto in locali estremamente ridotti, con pochissimi posti a sedere e senza servizi igienici adeguati, costringendo molte persone ad aspettare in piedi o all’esterno della struttura.
“È un’immagine che dovrebbe far arrossire chiunque abbia responsabilità nella gestione della sanità pubblica – attacca il Codacons – perché non stiamo parlando di una fila qualunque. Stiamo parlando di persone anziane, malate, disabili, fragili che spesso affrontano terapie pesanti, patologie croniche, difficoltà fisiche ed economiche”.
La critica si sposta poi sul valore stesso dell’assistenza medica sul territorio. Una sanità che costringe chi sta male ad attendere in condizioni indecorose non è soltanto una sanità in affanno, è una sanità che dimentica le persone.
“La distribuzione territoriale dei farmaci non può essere trattata come una pratica da smaltire in qualunque stanza libera – prosegue l’associazione dei consumatori – e non può diventare l’ennesimo percorso a ostacoli per chi è già provato dalla malattia, scaricando sulle spalle dei cittadini più deboli il peso di disorganizzazione, ritardi e inerzie amministrative”.

L’ultimatum all’Asp di Catanzaro e alla Regione: servono fatti, non parole

Di fronte a questo scenario, il Codacons chiede all’ASP di Catanzaro e alla Regione Calabria un intervento immediato, concreto e verificabile. L’obiettivo è accertare subito le reali condizioni dei locali attualmente destinati al servizio e verificare la conformità degli spazi sotto il profilo igienico-sanitario, dell’accessibilità e della sicurezza.
Il diritto alla salute non comincia allo sportello, quando il farmaco viene consegnato, ma comincia molto prima, dal modo in cui una persona viene accolta e rispettata. Per questo motivo, l’associazione pretende che vengano garantiti immediatamente sedute adeguate, un riparo sicuro per l’attesa e servizi igienici fruibili, valutando anche l’ipotesi di individuare in tempi rapidi locali alternativi idonei.
“Non bastano rassicurazioni e non bastano sopralluoghi annunciati per spegnere l’indignazione – ribadisce il Codacons – perciò pretendiamo che l’ASP di Catanzaro e la Regione Calabria restituiscano immediatamente dignità a questo servizio. Non si chiede un favore, né un intervento di cortesia”.
L’atto d’accusa si chiude con un richiamo fermo ai doveri dello Stato verso la comunità. Davanti alle paure e alla fatica quotidiana dei pazienti, le istituzioni non possono rispondere con una stanza angusta o una sedia che manca. Chi ha bisogno di curarsi non può essere trattato come un peso da smaltire in fila, perché la dignità non è un accessorio del servizio sanitario, ma ne è la prima e fondamentale condizione.

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