Servizi di assistenza primaria da potenziare, carenze strutturali di personale da colmare e un ammodernamento tecnologico non più rinviabile per garantire il diritto alla cura nell’entroterra catanzarese. Questi i temi al centro del vertice tenutosi tra il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, e la direttrice generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, Maria Mariani. L’incontro ha segnato la ripresa formale dell’interlocuzione politica con i nuovi vertici dell’Asp, subentrati al termine del mandato del generale Antonio Battistini con il quale Bruno aveva già aperto un tavolo tecnico sul presidio di Chiaravalle Centrale.
Al centro dell’agenda istituzionale figurano le criticità operative della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, snodo assistenziale strategico a copertura di un bacino territoriale ampio che necessita di prestazioni continue ed efficienti.
“Ho ritenuto importante riprendere il confronto istituzionale avviato mesi fa con il generale Battistini, portando all’attenzione della nuova direzione generale dell’Asp questioni che non possono rimanere irrisolte – afferma il consigliere regionale Enzo Bruno – Ringrazio la direttrice generale Maria Mariani per la disponibilità e per il clima di ascolto che ha caratterizzato questo primo incontro. Le problematiche rappresentate non riguardano aspetti marginali, ma servizi fondamentali per garantire il diritto alla salute dei cittadini di Chiaravalle e dell’intero comprensorio”.
Le emergenze d’organico: dalla riabilitazione al consultorio
L’analisi di dettaglio presentata dal capogruppo regionale evidenzia sofferenze diffuse nei principali reparti e servizi della struttura. Tra le emergenze di prioritaria risoluzione vi è il reparto di riabilitazione, dove la contrazione dell’organico medico e dei fisioterapisti si somma all’obsolescenza dei dispositivi terapeutici, con la necessità immediata di rinnovare strumentazioni base come i tapis roulant per i protocolli riabilitativi.
Ugualmente complessa appare la situazione del consultorio familiare, rimasto privo della figura specialistica del ginecologo con pesanti ripercussioni sulla prevenzione e sulla medicina di genere. A queste sofferenze si aggiungono la scopertura di medici e infermieri al Punto unico di soccorso e lo stallo operativo del Punto unico di accesso (PUA),fondamentale per la presa in carico dei pazienti fragili ma svuotato delle necessarie figure professionali a seguito dei collocamenti in quiescenza del personale precedente.
“La Casa della Salute deve essere messa nelle condizioni di svolgere pienamente la propria funzione – prosegue Bruno – Non possiamo considerare normale che un servizio di riabilitazione debba fare i conti con la mancanza di professionalità e attrezzature, che un consultorio sia privo del ginecologo o che servizi strategici come il Punto unico di soccorso e il PUA risentano di carenze di personale. Sono questioni concrete, che incidono ogni giorno sulla vita delle persone, in particolare di anziani, donne, pazienti fragili e famiglie”.
Continuità dell’interlocuzione per il ripristino delle prestazioni
Il summit con la direzione generale ha gettato le basi per l’avvio di un percorso programmatorio congiunto volto a superare le attuali lacune d’organico e garantire il ripristino delle prestazioni sanitarie minime sul territorio.
Il consigliere regionale Bruno ha rimarcato l’intenzione di proseguire il dialogo istituzionale con incontri periodici affinché “alle criticità rappresentate possano seguire interventi di rafforzamento dei servizi e il ripristino delle professionalità mancanti”.














