La crisi del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Polistena travalica i confini locali e diventa un caso politico nazionale ed europeo. Pasquale Tridico, europarlamentare e già candidato alla guida della Regione Calabria, interviene duramente sulla vicenda, elevando il presidio della Piana a emblema di una gestione sanitaria regionale giudicata deficitaria e priva di visione strategica.
Un presidio vitale per 150mila abitanti
L’esponente politico definisce “sacrosanta” la mobilitazione di cittadini, sindaci e comitati civici. Il focus è sulla funzione sociale dell’ospedale, unico baluardo per un territorio vasto e già provato da criticità croniche.
“Desidero esprimere la mia piena solidarietà alle cittadine e ai cittadini della Piana di Gioia Tauro, ai comitati civici, agli operatori sanitari e alle amministrazioni locali di fronte alla gravissima prospettiva di una possibile chiusura o drastica riduzione delle attività dell’ospedale di Polistena a causa della carenza di anestesisti” dichiara Tridico. “Quello di Polistena è presidio ospedaliero fondamentale per un bacino di circa 150mila abitanti, già duramente colpite da anni di tagli, disservizi e migrazione sanitaria forzata”.
L’affondo sulla gestione commissariale
Per Tridico, l’attuale paralisi non è frutto del caso, ma di una responsabilità politica precisa che ricade sui vertici della Cittadella. Nel mirino finisce l’accentramento di poteri operato dal Presidente-Commissario.
“L’assenza di anestesisti non è una calamità improvvisa, ma l’esito prevedibile di una programmazione inesistente, di concorsi tardivi, di una gestione emergenziale che da tempo sostituisce una vera strategia sanitaria” incalza l’europarlamentare. “La responsabilità politica di questa situazione è chiara. Il presidente della Regione Calabria e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto, ha accentrato su di sé poteri e funzioni straordinarie promettendo una svolta rapida ed efficace. I risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti: ospedali in affanno, personale insufficiente, territori interi privati del diritto costituzionale alla cura”.
Oltre l’emergenza: la richiesta di atti concreti
L’analisi di Tridico boccia le attuali contromisure adottate per tamponare la falla nel reparto di rianimazione, ritenendole insufficienti e lesive della dignità dei cittadini. Le soluzioni temporanee, come le proroghe mensili per il servizio di anestesia, vengono definite come una “presa in giro”.
“La sanità calabrese continua a essere governata come un’emergenza permanente, senza un piano credibile di rafforzamento del personale, senza politiche attrattive per i professionisti sanitari” prosegue il comunicato. Tridico chiede con forza un cambio di rotta basato su tre pilastri: assunzioni stabili e programmazione seria del fabbisogno. Rinegoziazione del debito per ampliare il turnover. Valorizzazione degli ospedali di area, trasformandoli in presìdi strategici.
“Ritengo inaccettabile che nel 2026 si possa anche solo ipotizzare la chiusura di un ospedale per mancanza di anestesisti” conclude l’europarlamentare, impegnandosi ad avviare ogni iniziativa istituzionale utile a difesa del “Santa Maria degli Ungheresi”: “Difendere l’ospedale di Polistena significa difendere il diritto alla salute, la dignità dei territori e il futuro della Calabria”.









