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28 Maggio 2026
28 Maggio 2026
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Contro lo smantellamento di presìdi essenziali a Catanzaro, il Collettivo Aurora: “Vogliamo dei consultori che funzionino per davvero”

Lanciato un forte appello "chi occupa le Istituzioni affinché vengano sostenute concretamente queste preziosissime realtà di cui la Calabria non può fare a meno"

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“Il 6 maggio scorso, dopo una richiesta di confronto per avere chiarimenti sulla prestazione dei servizi nell’ottica dell’alleanza storica tra femministe e professionisti della salute, una delegazione del Collettivo Aurora è stata accolta nel Consultorio di Via Sirleto dalla Responsabile ad interim U.O. Tutela Donna e Infanzia del Distretto socio-sanitario di Catanzaro, assieme al suo staff. A tutte loro va il nostro più autentico e sentito ringraziamento per il tempo messo a disposizione, la professionalità e la generosità delle informazioni analitiche fornite”. E’ quanto afferma il Collettivo Aurora di Catanzaro.

Una situazione drammatica

Che aggiunge: “Gruppi femministi come Riprendiamoci i Consultori, Femin e l’UDI, denunciano da anni la grave situazione in cui versano i Consultori di diversi territori della Calabria. Anche Catanzaro e i suoi cinque Consultori sono stati colpiti da una strategia di svuotamento di personale e attività che si estende oltre i confini regionali. Sappiamo che la Sanità pubblica calabrese è stata devastata da un sistema che spinge sempre più verso la privatizzazione delle cure, schiacciata da un piano di rientro che blocca le assunzioni e che, di fatto, toglie alla popolazione calabrese la possibilità di accedere a esami diagnostici e cure costringendo, chi ha la possibilità economica, a muoversi fuori dalla Calabria.  Anche i Consultori Familiari risentono di questa drammatica e generale situazione. Fra i cinque CF presenti sul territorio catanzarese, quello di Catanzaro Lido ha la maggior presenza e varietà delle figure professionali strutturate previste dalla Legge 405 del 1975, mentre il Consultorio di Catanzaro centro (via Fontana Vecchia) ha ormai solo 1 Psicologa e 3 Ostetriche e quelli di Mater Domini, Cropani e Taverna risultano sprovvisti della figura della/del ginecologa/o e, in parte, anche di altre figure professionali che, in un’ottica ottimale, dovrebbero essere stabilmente presenti nelle sedi consultoriali formando un’equipe multidisciplinare che garantisca la presa in carico de* pazient* e la continuità dei percorsi di cura e assistenza.  In base all’indagine condotta dal Ministero della Salute nel 2018-2019, in Calabria esiste un CF ogni 29.054 abitanti, un dato ben lontano da quanto richiesto dalla Legge 405 del ’75 di una sede consultoriale ogni 20.000 abitanti. Quando i pochi CF esistenti risultano anche sguarniti di personale, come accade nella nostra regione, il danno alla salute del territorio diventa ancora più profondo”. 

Il personale e il sottodimensionamento dell’organico

Dice ancora il Collettivo: “Il sottodimensionamento del numero e dell’organico dei CF non causa solo ritardi, difficoltà di accesso e dimensionamento delle singole prestazioni ma rappresenta una significativa ferita inflitta alla medicina territoriale. Vogliamo ricordare, infatti, che i Consultori sono presidi socio-sanitari essenziali che si occupano in maniera olistica della salute delle donne, delle persone adolescenti, delle famiglie/coppie, intervenendo non solo tramite prestazioni sanitarie (come ad esempio visite ginecologiche, pap test, aborto farmacologico) ma soprattutto attraverso veri e propri percorsi di accompagnamento per il benessere socio-psicologico. Il personale dei Consultori, infatti, lavora – o meglio potrebbe lavorare – anche per la promozione dell’educazione sessuale, per il contrasto alla violenza di genere e lesbo-omo-transfobica, come fondamentale punto di riferimento per le donne e la comunità tutta del territorio.  Riteniamo molto grave, ad esempio, che non sia stato ancora possibile attivare il percorso di aborto farmacologico, con la somministrazione della pillola RU486, almeno in uno dei consultori della Città di Catanzaro, perché non può essere garantita l’assistenza alle donne. La pillola abortiva può essere somministrata anche nei CF entro la nona settimana di gestazione tramite una procedura che prevede l’assunzione di due farmaci in due tempi diversi, garantendo un percorso sicuro e gratuito. L’apertura della somministrazione nei Consultori, mira ad una maggiore accessibilità ma anche alla messa a disposizione di un luogo di maggiore comfort per le donne che vi si rivolgono in situazioni delicate. Rispetto al servizio sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sospeso, per il quale sono state avanzate già richieste a mezzo stampa, ci sono state fornite rassicurazioni circa una sua riattivazione in tempi non troppo lunghi e ciò sarebbe un’ottima notizia. Nonostante la politica locale, a tutti i livelli, si sia dimostrata fino ad ora refrattaria ad accogliere legittime e ragionevoli richieste e sollecitazioni, non abbiamo la minima intenzione di arrenderci! Chiediamo, perciò, al Presidente della Regione Calabria e al Commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro di fare la propria parte, in base alle proprie rispettive competenze, affinché i Consultori Familiari di Catanzaro possano tornare ad essere quei presìdi essenziali nati soprattutto grazie alle lotte delle donne”.

Le richieste alle istituzioni

E ancora: “Al Sindaco di Catanzaro e alla sua Amministrazione comunale chiediamo di intervenire in funzione propositiva e consultiva sulla programmazione delle attività territoriali, nonché operativamente per l’istituzione urgente di più posteggi rosa per donne in gravidanza, o con bambin* al seguito, presso i Consultori cittadini, in particolare presso il Consultorio di Via Fontana Vecchia che presenta note ed evidenti criticità logistiche. All’Amministrazione comunale rinnoviamo, inoltre, la richiesta di predisporre un tavolo di concertazione e confronto al fine di concordare azioni specifiche, il più possibile ad ampio raggio, per l’educazione sessuo-affettiva e per l’educazione al rispetto delle differenze coinvolgendo tutti i centri antiviolenza, tutti i Consultori Familiari, tutte le associazioni e tutte le realtà femministe del territorio con competenze adeguate.  Proponiamo, inoltre, che venga supportato almeno uno dei Consultori della Città, possibilmente quello di via Fontana Vecchia, per l’apertura di uno spazio/sportello dedicato alle persone adolescenti. Per avere in città uno spazio sicuro interdetto a genitori e altre persone adulte, punto di riferimento concreto a cui le persone giovani si possano rivolgere per chiedere aiuto o per avere informazioni circa la salute sessuale e le malattie sessualmente trasmissibili in netto aumento, dove sia possibile organizzare incontri singoli, di gruppo o seminari, in collaborazione con associazioni aconfessionali del territorio. Rilanciamo tutte le richieste già espresse a livello regionale dal movimento Riprendiamoci i Consultori, in particolare quelle riguardanti: la  necessità di aggiornare e riqualificare il servizio consultoriale anche tramite un programma di aggiornamento multiprofessionale; di dotare tutti i Consultori degli ausili e della strumentazione necessaria a dare attuazione ai programmi e, per alcune prestazioni (come mammografia, IVG, esami clinici, consulenze) prevedere dei protocolli operativi per collegamenti diretti con gli altri servizi sanitari e sociosanitari territoriali, le case di comunità, i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta e col presidio ospedaliero; dare attuazione alla Legge regionale n. 47 del 27 dicembre 2016, n. 47  riguardante la corretta applicazione sul territorio regionale della Legge 194/1978, a tutt’oggi lettera morta; ripristinare e rafforzare l’offerta attiva tradizionalmente praticata dal CF con corsi di accompagnamento alla nascita multidisciplinari, home visiting puerperale per la riduzione del rischio socio-sanitario neonatale; inviti ad personam per l’attuazione dei programmi di screening oncologici, screening sull’endometriosi e sulla depressione post partum; destinazione di uno spazio adolescenti in fascia oraria prestabilita riservata esclusivamente ai teenagers ed interdetta agli adulti; informazione contraccettiva e offerta di contraccezione gratuita per le fasce a rischio e meno abbienti. Riteniamo, inoltre, urgente una verifica dell’agibilità delle strutture Consultoriali che sappiamo necessitare di importanti interventi di ristrutturazione. Tutto ciò, infine, non potrà essere possibile senza un adeguamento del numero delle sedi e del personale dei Consultori Familiari tramite concorsi per le figure professionali preposte. Ci appelliamo a chi occupa le Istituzioni affinché vengano sostenute concretamente queste preziosissime realtà di cui la Calabria non può fare a meno!     

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