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8 Febbraio 2026
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Calabria
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Curarsi con “il debito”,  in Calabria quasi 95mila persone chiedono prestiti per pagare le cure

Sanità privata scelta obbligata per 8 pazienti su 10. Indagine commissionata da Facile.it: "Il 79% ne ha fatto ricorso almeno una volta"

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Calabria, curarsi senza gravare troppo sul bilancio familiare è sempre più difficile. Nel 2025 sono quasi 95mila i cittadini calabresi che, pur di non rinunciare alle cure, hanno dovuto chiedere un prestito a finanziarie, amici o parenti per far fronte alle spese mediche. È quanto emerge da un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, che fotografa una sanità sempre più a carico diretto delle famiglie.

Sanità privata, scelta forzata

Secondo l’analisi, il 79% dei pazienti in Calabria ha fatto ricorso almeno una volta alla sanità privata, pagando le prestazioni in regime di solvenza. Un dato che segnala come, per molti cittadini, l’accesso tempestivo alle cure passi inevitabilmente dal portafoglio.

“La rinuncia alle cure resta un rischio concreto – spiegano da Facile.it – e sempre più famiglie scelgono di indebitarsi pur di non posticipare esami, visite o interventi necessari”.

Prestiti per la salute: numeri e identikit

I dati dell’Osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it mostrano che i prestiti personali per spese mediche rappresentano il 4,2% del totale dei finanziamenti richiesti in Calabria. Ecco i numeri: importo medio: 5.570 euro; Rata media: 125 euro; Durata: 52 rate.

L’età media dei richiedenti è di 47 anni, superiore a quella media di chi chiede un prestito personale nella regione (44 anni e mezzo). Oltre una richiesta su quattro (26%) arriva dalla fascia 33-44 anni, segno che il problema coinvolge pienamente la popolazione in età lavorativa.

Più donne chiedono aiuto

Un dato che colpisce riguarda il genere: nel 36% dei casi a richiedere il finanziamento è stata una donna, una quota nettamente più alta rispetto al totale delle richieste di prestito in Calabria, dove la componente femminile si ferma al 24%.

“Le donne – sottolineano gli analisti – risultano spesso più esposte alla necessità di anticipare spese sanitarie, sia per sé sia per la gestione della salute familiare”.

Un segnale sociale

L’aumento dei prestiti per curarsi non è solo un dato economico, ma un campanello d’allarme sociale: la salute diventa una voce di spesa da rateizzare, e l’accesso alle cure rischia di dipendere sempre più dalla capacità di indebitamento.

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