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9 Febbraio 2026
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Emodinamica a Corigliano Rossano, il monito del Pd: “Il tempo salva la vita, la fascia ionica è scoperta”

La branca è prevista nell'atto aziendale dell'Asp di Cosenza. La consigliera regionale del Partito democratico: “Da Crotone a Taranto nessun presidio. Ogni chilometro in meno da dover percorrere può fare la differenza”.

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“Alle patologie tempo dipendenti non interessa quanti chilometri debba percorrere un paziente per arrivare in un centro attrezzato: quando il tempo è vita, la distanza diventa un nemico“. Rosellina Madeo, consigliera regionale del Pd, torna a chiedere con forza l’attivazione dell’Emodinamica all’ospedale “Giannettasio” di Corigliano Rossano, mettendo al centro un dato incontrovertibile: la fascia jonica è scoperta.

Una promessa sulla carta

Nell’ultimo atto aziendale – rammenta – è prevista l’apertura dell’Emodinamica nello spoke di Corigliano Rossano. Ma, ad oggi, sottolinea Madeo, “l’unica cosa concreta è la speranza dei cittadini di non dover affidare la propria salvezza all’elisoccorso o a un’ambulanza costretta a macinare chilometri su chilometri”.

Un vuoto lungo centinaia di chilometri

Il dato è allarmante: da Crotone a Taranto non esiste alcun presidio di Emodinamica. Un vuoto che pesa su tutta la Sibaritide. “Parliamo di oltre 300mila abitanti – ricorda Madeo – che in caso di infarto devono rivolgersi a Cosenza, a Castrovillari, dove il servizio funziona solo dalle 8 alle 14, oppure a Belvedere, dove opera una struttura privata”.

Potenziare, non spostare

«Non è una guerra tra poveri, non si tratta di togliere servizi a qualcuno per darli ad altri», chiarisce la consigliera dem. “Qui si parla di potenziare. Castrovillari va rafforzata, perché è impensabile che un infarto sia “soccorso” solo la mattina. Ma per fronteggiare davvero l’emergenza serve un’altra Emodinamica che copra la fascia ionica“.

Il fattore tempo

“L’infarto si combatte con l’intervento tempestivo”, insiste Madeo. “La geografia della Calabria la conosciamo tutti: perché allora non agire in anticipo? Perché non metterci nelle condizioni di salvare vite, invece di affidarci alla sorte e sperare che il paziente resista a distanze che, in emergenza, diventano siderali?”.

Sprechi e scelte sbagliate

Secondo la consigliera Pd, il problema è politico e programmatorio. “Una politica seria è fatta di priorità. Invece assistiamo a milioni di euro sprecati, reparti ristrutturati e mai aperti, mentre si gioca alla conta degli abitanti e si smantellano gli spoke in nome di razionalizzazioni che non mettono al centro la salute“.

I numeri che non lasciano scampo

Nei casi più gravi, ricorda Madeo, “ogni 10 minuti di ritardo muoiono 3 pazienti in più su 100“. Il reparto di Cardiologia del Giannettasio è già “sinonimo di efficienza e sicurezza“: aprire al suo interno l’Emodinamica significherebbe garantire concrete possibilità di salvezza a tutto il bacino della Sibaritide.

La responsabilità della politica

“Il dovere della politica – conclude Madeo – è individuare le priorità e lavorare con responsabilità perché trovino risposte. Qui la priorità è il tempo. E il tempo, in sanità, salva la vita“.

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