Si è tenuta oggi una riunione di altissimo valore sociale, istituzionale e umano della Commissione Regionale Pari Opportunità (CRPO), dedicata interamente all’ascolto e alla progettualità con l’Associazione Grace, punto di riferimento per le donne oncologiche associate. L’incontro, che segue la recente sigla di un protocollo, ha rappresentato un’occasione preziosa per mettere a fuoco le reali criticità che caratterizzano il percorso di cura in Calabria, andando oltre i tecnicismi sanitari per toccare i bisogni quotidiani e profondamente umani delle pazienti.
Grace: “La qualità della vita è cura”
La Presidente di Grace, L. Papisca, ha espresso con forza l’urgenza di un cambio di paradigma. Ha evidenziato come le difficoltà nella regione non riguardino solo gli aspetti strettamente medici, ma si estendano alle dimensioni emotive e psicologiche, spesso sacrificate. La sua dichiarazione è diventata un monito per le istituzioni: «La qualità della vita è cura». È necessario garantire un supporto a 360°, capace di affrontare il percorso terapeutico nel pieno rispetto dell’identità femminile, che la malattia e i trattamenti rischiano troppo spesso di annullare.
La commissione impegna le istituzioni
Il messaggio è stato accolto con una “forte sensibilità” dalla Presidente della Commissione Pari Opportunità. Nel suo intervento, ha sottolineato la responsabilità istituzionale nel trasformare l’ascolto in azione concreta: «La voce delle donne oncologiche è una voce che dobbiamo ascoltare con responsabilità e continuità. La loro esperienza ci ricorda che i diritti non possono aspettare e che il sostegno istituzionale deve superare la logica dell’emergenza per diventare progettualità stabile». È stato ribadito l’impegno a garantire una presa in carico completa, multidisciplinare e rispettosa della persona anche nel contesto calabrese.
La nuova parola d’ordine: guardare oltre
Le Commissarie presenti hanno confermato la volontà di approfondire le criticità emerse, promuovere nuove reti di collaborazione e avviare percorsi condivisi con le realtà associative e sanitarie. La parola d’ordine emersa dalla seduta è stata inequivocabile: guardare oltre. Se modelli di cura multidisciplinare sono già una realtà in altre regioni, la Calabria, forte anche della testimonianza e dell’impegno dell’Associazione Grace, può e deve attrezzarsi per raggiungere gli stessi standard elevati, garantendo alle donne oncologiche una gestione globale e dignitosa del percorso di cura.









