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14 Febbraio 2026
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L’Asp di Reggio multa 300 medici per prescrizioni inappropriate, monta la protesta

Una dottoressa riceve richieste di rimborso per oltre 13mila euro: “Così si mette a rischio il diritto alla salute”

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Cresce la protesta dei medici di medicina generale in Calabria dopo le contestazioni inviate dalle Aziende sanitarie provinciali per presunte prescrizioni inappropriate o eccedenti i tetti di spesa.

La situazione riguarda in modo particolare l’Asp di Reggio Calabria, dove sarebbero circa 300 i medici destinatari di richiami formali per presunte irregolarità nella quantità e appropriatezza dei farmaci prescritti.

Il nodo delle nuove note Aifa

A sollevare il caso è la dottoressa Marcella Borrello, medico di base a Reggio Calabria.

Sono multe improprie – afferma – applicate sulla base delle nuove note Aifa entrate in vigore di recente. Noi ci stiamo attenendo alle disposizioni attuali, ma le contestazioni fanno riferimento a prescrizioni effettuate quando erano valide le indicazioni precedenti”.

Secondo quanto riferito, diversi professionisti avrebbero già ottenuto esiti favorevoli nei ricorsi contro le richieste di rimborso avanzate dalle Asp.

La sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro

In una recente pronuncia su un caso analogo, la Corte d’Appello di Catanzaro avrebbe definito “ingiustificate” le trattenute operate dall’Asp, ritenendo insufficienti i richiami alle prescrizioni ritenute non coerenti con le indicazioni terapeutiche autorizzate o con le limitazioni imposte dall’Aifa.

Un orientamento che rafforza la posizione dei medici contestatari e che potrebbe incidere sull’esito di ulteriori procedimenti.

Il caso Borrello: richieste fino a 10mila euro

La dottoressa Borrello riferisce di avere ricevuto una prima richiesta di rimborso di circa 3mila euro per presunta “iperprescrizione” di farmaci, in particolare Omega 3, con l’obbligo di giustificare le scelte terapeutiche.

“Ho inviato tutta la documentazione del reparto di Diabetologia dell’Ospedale, dove era lo specialista a richiedere la prescrizione per i trigliceridi”, spiega la professionista.

Successivamente è arrivata una seconda richiesta di rimborso di circa 10mila euro, al momento sospesa in autotutela dall’Asp, oltre a una terza contestazione – senza cifra indicata – relativa alla prescrizione di antibiotici, gastroprotettori e antinfiammatori nel terzo quadrimestre del 2025.

“Si mette in discussione il diritto alla salute”

“Al di là delle richieste economiche – sottolinea Marcella Borrello – mi si contesta di aver curato le persone. Con questa procedura si rischia di compromettere il diritto alla salute. Davanti a una polmonite conclamata, il medico è costretto prima a prescrivere un antibiotico imposto dal Servizio sanitario regionale e solo dopo quello più adeguato alla patologia, se nel frattempo il paziente non è morto”.

Parole che riaccendono il dibattito sul rapporto tra appropriatezza prescrittiva, sostenibilità della spesa sanitaria e autonomia clinica del medico.

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