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13 Maggio 2026
13 Maggio 2026
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Liste d’attesa e disomogeneità: il diritto alla salute ancora a rischio, curarsi è un lusso

Cittadinanzattiva denuncia tempi lunghissimi, carenza di personale e differenze Nord-Sud nel sistema sanitario nazionale

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Le liste d’attesa, la carenza di personale sanitario e la disomogeneità territoriale continuano a compromettere l’effettività del diritto alla salute in Italia. Dai due rapporti presentati oggi da Cittadinanzattiva, che analizzano oltre 16.000 segnalazioni dei cittadini nel 2024, emerge che il 47,8% delle difficoltà riguarda l’accesso alle prestazioni, con attese fino a 360 giorni per una Tac, 720 per una colonscopia e 500 per le prime visite specialistiche.

Secondo dati Agenas 2025, anche nella fascia urgente, la colonscopia supera le 105 ore per un paziente su quattro, rispetto al limite delle 72 ore.

Fasce D: tempi ampiamente superati

Nelle fasce D (Differibile, entro 60 giorni) i tempi massimi sono ampiamente superati: mammografia fino a 147 giorni e visita dermatologica fino a 177 giorni.

Le criticità emergono anche dalla mancanza di dati aggiornati, dall’assenza di monitoraggio di indicatori chiave e dalle forti differenze nei Percorsi di Tutela tra le Regioni. Il divario Nord-Sud rimane marcato: maggiore trasparenza ed efficacia al Centro-Nord, criticità significative al Sud.

Curarsi è un lusso

Per i pazienti cronici e rari, l’accesso alle cure rischia di diventare un vero e proprio lusso. L’83,6% dei pazienti segnala i tempi di attesa come principale criticità, mentre oltre il 55% dichiara di aver rinunciato almeno a una visita o a un esame negli ultimi 12 mesi.

Proposte per rafforzare il Ssn

Cittadinanzattiva indica alcune priorità per un Servizio sanitario nazionale più forte e equo, tra cui l’adozione urgente di un nuovo Piano Sanitario Nazionale, il rafforzamento dei servizi territoriali e delle Case/Ospedali di comunità, la piena attuazione dei LEA 2017, maggiore trasparenza e gestione delle liste d’attesa, investimenti nelle infrastrutture digitali e nelle competenze tecnologiche di cittadini e professionisti, rafforzamento del personale sanitario e promozione della prevenzione, dagli screening alle vaccinazioni.

Il Ssn non è stato ridotto

Nonostante la percezione di inefficienza, il Servizio sanitario nazionale non è stato ridotto: dati ufficiali confermano incrementi reali delle risorse, con investimenti significativi su personale, prevenzione, ospedali e territorio, sottolinea Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento Programmazione del Ministero della Salute.

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