Il tragico episodio avvenuto in Calabria, dove un uomo ha perso la vita mentre giocava a calcio con alcuni amici, riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle attività sportive amatoriali. A intervenire è il dott. Giuseppe Colangelo, cardiologo, esperto in rianimazione cardiopolmonare, cardiologo dello sport e consigliere regionale della SicSport Campania.
Lo sforzo che diventa pericoloso
“Si tratta di eventi che colpiscono profondamente l’opinione pubblica e che devono spingerci a una riflessione seria: lo sport amatoriale non è esente da rischi – sottolinea Colangelo – . «Attività come il calcetto, il padel – oggi molto praticato – la pallavolo o altre discipline svolte a livello ricreativo comportano comunque uno sforzo fisico che può diventare pericoloso in presenza di patologie cardiache non diagnosticate”. Secondo il cardiologo, uno dei problemi principali è la scarsa attenzione alla prevenzione. “Molti sportivi amatoriali non hanno mai effettuato una valutazione cardiologica, né una prova da sforzo. Parliamo di controlli semplici, ma fondamentali, che possono individuare condizioni di rischio prima che si verifichino eventi drammatici”, afferma.
Praticare sport in sicurezza
Altro punto centrale è la presenza dei defibrillatori automatici esterni (Dae. “Il defibrillatore dovrebbe essere obbligatorio su tutti i campi sportivi, senza distinzione tra professionisti e dilettanti. In caso di arresto cardiaco improvviso, intervenire nei primi minuti è decisivo. Avere un Dae disponibile e persone formate al suo utilizzo può fare la differenza tra la vita e la morte”, fa sapere ancora Colangeli. “Come cardiologo dello sport e come consigliere regionale della SICSport Campania – conclude Colangelo – ribadisco l’importanza di diffondere una vera cultura della prevenzione e del primo soccorso. Fare sport è salute solo se viene praticato in sicurezza. I controlli medici preventivi e la disponibilità di strumenti salvavita devono diventare una priorità condivisa da istituzioni, società sportive e cittadini”.









