“Avevamo assunto un impegno ben preciso giorno 7 gennaio sotto la pioggia davanti allo spoke di Polistena: trovare una soluzione per evitare che molti ospedali andassero in difficoltà e alcuni reparti addirittura chiudessero i battenti; a Polistena così come a Locri, nelle altre realtà della Calabria e di tutta Italia”.
Lo dichiara Francesco Cannizzaro, Vice Capogruppo di Forza Italia alla Camera, a margine della discussione sugli emendamenti al Decreto Milleproroghe in corso a Montecitorio.
Cannizzaro sottolinea come, insieme al deputato Giovanni Arruzzolo, al presidente della Regione Roberto Occhiuto, al presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo e ai consiglieri regionali Giacomo Crinò e Domenico Giannetta, sia stata presa in carico l’istanza proveniente dal territorio.
“Oggi, poco più di un mese dopo, un emendamento al Decreto Milleproroghe che mi vede presentatore e primo firmatario è stato approvato. Con esso faremo fronte al problema, andando incontro alle aziende ospedaliere e, soprattutto, ai pazienti, ai cittadini”.
Cosa prevede l’emendamento 5.48
L’emendamento Cannizzaro 5.48, approvato con riformulazione del Governo, consente su base volontaria il trattenimento in servizio per tutto il 2026 dei medici ospedalieri fino a 72 anni.
Contestualmente, viene prorogata la possibilità di richiamare in servizio con contratti temporanei i dirigenti medici in pensione che non abbiano ancora compiuto 72 anni, sempre su richiesta degli interessati e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.
Una misura che punta a tamponare la carenza di organico in numerose strutture sanitarie, evitando criticità e chiusure di reparti.
“Risposta concreta ai territori”
“Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto – aggiunge Cannizzaro – perché tamponiamo un’emorragia, dando intanto una risposta rapida e concreta ai territori. Abbiamo tenuto fede a quanto detto dinanzi al Comitato spontaneo, al personale dell’ospedale di Polistena, ai tanti sindaci e amministratori dell’Area metropolitana di Reggio Calabria che si erano interessati del problema”.
La norma si inserisce nel quadro delle misure straordinarie adottate per fronteggiare la carenza di personale sanitario, in attesa di interventi strutturali sul reclutamento e sulla programmazione nazionale.









