In piazza Kennedy a Cosenza si è svolta una manifestazione partecipata per difendere il ruolo dell’ospedale “Annunziata” come presidio hub del territorio, nel contesto del dibattito sulla riorganizzazione della sanità provinciale e sulla nascita del nuovo policlinico universitario a Rende.
Mobilitazione civica e istituzionale
L’iniziativa ha raccolto cittadini, operatori sanitari, associazioni e amministratori locali, uniti dalla richiesta di garantire maggiori investimenti e di evitare il depotenziamento dell’attuale struttura ospedaliera. La mobilitazione nasce dall’idea che l’ospedale hub debba rimanere a Cosenza, pur senza opporsi alla realizzazione del policlinico universitario nell’area di Rende.
Caruso: “Serve un nuovo ospedale, ma senza spostare l’hub”
Il sindaco Franz Caruso ha evidenziato le criticità della struttura attuale, sottolineando la necessità di un nuovo ospedale ma contestando l’ipotesi di trasferimento dell’hub. Secondo Caruso, l’operazione non riguarderebbe la scelta del sito, ma una volontà politica di spostare l’ospedale dall’attuale sede, con possibili ricadute negative sull’offerta sanitaria e sulla capacità assistenziale.
Comitati e opposizione politica: “Difendere il presidio”
Anche i comitati di quartiere, attraverso il coordinatore Giannino Dodaro, hanno ribadito la necessità di mantenere l’Annunziata in città, sostenendo la separazione tra policlinico universitario e ospedale hub. Sul piano politico, la deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico ha espresso perplessità sulla programmazione degli interventi e sulla reale disponibilità delle risorse, chiedendo chiarimenti sulla tabella di marcia e sugli investimenti previsti.
Greco (Italia Viva): “Rischio svuotamento della città”
Critiche anche dalla consigliera regionale Filomena Greco, che ha sottolineato il rischio di un progressivo svuotamento del ruolo sanitario e sociale di Cosenza qualora l’hub venisse trasferito. Secondo Greco, i finanziamenti attualmente disponibili sarebbero destinati all’ospedale cittadino e non al policlinico, rendendo necessario mantenere l’attuale struttura come riferimento principale del territorio.








