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14 Giugno 2026
14 Giugno 2026
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Ospedale di Polistena al collasso, il grido del Si Cobas: “Da anni denunciamo un ‘muro di gomma’”

Il coordinatore regionale Laudini: “Personale medico insufficiente, reparti paralizzati e promesse politiche mancate: il sindacato accusa istituzioni e poteri forti. La sanità pubblica non è un affare, è un diritto”

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La sanità pubblica calabrese torna al centro della polemica. A Polistena, uno dei presidi ospedalieri più importanti della Piana di Gioia Tauro, la carenza di personale medico ha costretto al blocco delle attività ordinarie, garantendo esclusivamente le emergenze. Una situazione che, secondo il Si Cobas Calabria, rappresenta l’ennesima prova di un sistema ormai allo stremo.

“Non sappiamo come fare”: l’ammissione che preoccupa

A rendere il quadro ancora più grave è l’ammissione della Direzione generale dell’ASP di Reggio Calabria, che avrebbe dichiarato apertamente la propria impotenza gestionale.
“Siamo costretti ad assistere a dichiarazioni sconcertanti da parte delle stesse istituzioni sanitarie – afferma il coordinatore regionale del sindacato – che ammettono di non sapere come uscire da questa emergenza”.

Il Si Cobas: “Sanità trasformata in un affare”

Il comunicato del Si Cobas Calabria è durissimo nei confronti della politica regionale e nazionale. “La sanità pubblica è un bene dei cittadini – dichiara Roberto Laudini, coordinatore regionale – ma da troppi anni è diventata il giocattolo dei potentati, gestita non per salvare vite ma per fare soldi”.  Secondo il sindacato, il definanziamento sistematico della sanità pubblica ha prodotto un progressivo depotenziamento dei servizi, favorendo il privato e lasciando interi territori senza risposte adeguate.

Reparti chiusi e promesse riciclate

Il caso Polistena si inserisce in un contesto più ampio: reparti chiusi, ospedali smantellati, strutture mai riaperte. “Gli stessi politici che hanno chiuso gli ospedali oggi promettono riaperture e nuove costruzioni – accusa Laudini – ma passano gli anni e restiamo sempre al punto di partenza”.

Il “muro di gomma” della sanità calabrese

Il sindacato parla apertamente di un “muro di gomma” che protegge interessi consolidati.
“È sempre più alto e difficile da abbattere – sottolinea il Si Cobas – perché sorretto dalla lunga mano dei poteri forti che vogliono affossare definitivamente la sanità pubblica calabrese”.

La strada indicata: la mobilitazione

Per il Si Cobas Calabria non ci sono alternative:“L’unica soluzione è la lotta – conclude Laudini – come stanno facendo oggi i cittadini di Polistena, che difendono il loro diritto fondamentale alla salute”.

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