Una tregua temporanea per il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Polistena, ma senza garanzie concrete per il lungo periodo. Questo il bilancio dell’incontro istituzionale convocato oggi, a seguito della mobilitazione permanente del Comitato a tutela della salute e della crescente pressione delle comunità della Piana di Gioia Tauro sul futuro del presidio spoke.
Confronto istituzionale e presenza dei sindaci
Alla riunione hanno preso parte la direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, il sindaco di Polistena Michele Tripodi, i sindaci dei comuni limitrofi e i rappresentanti del Comitato. Presente anche don Pino Demasi, referente di Libera, insieme ai medici del presidio ospedaliero, tra cui il nuovo direttore Marino e il chirurgo Palmanova.
Soluzione temporanea per il reparto
Grazie all’impegno del personale in servizio e al supporto di medici provenienti da altre strutture, il reparto di Anestesia e Rianimazione resterà operativo per circa un mese. Durante questo periodo, verranno garantite le emergenze-urgenze e la continuità minima delle attività operatorie. Tuttavia, si tratta di una misura provvisoria, che non affronta le criticità strutturali alla base della carenza di personale.
Il nodo normativo e l’impatto sul territorio
La situazione nasce dall’interpretazione restrittiva del Decreto Milleproroghe, che non consente di rinnovare i contratti ai medici in pensione, figure fondamentali fino ad oggi per coprire i turni e mantenere operativo il reparto. La carenza di personale non riguarda solo Polistena, ma ha ricadute immediate sul territorio, dove l’ospedale rappresenta l’unico presidio spoke della Piana di Gioia Tauro e un punto di riferimento sanitario essenziale per migliaia di cittadini.
Richieste chiare dei sindaci
I primi cittadini presenti hanno sottolineato che il risultato ottenuto è frutto della mobilitazione della comunità e non di interventi politici tardivi. Le richieste avanzate sono precise: una revisione urgente del Decreto Milleproroghe per consentire il rinnovo dei contratti ai medici in quiescenza, l’attivazione di assunzioni stabili a tempo indeterminato e un rilancio complessivo dell’ospedale, con salvaguardia dei posti letto e dei servizi essenziali.
Il messaggio dal territorio
La comunità della Piana di Gioia Tauro invia un messaggio chiaro: non sono più accettabili proroghe o soluzioni emergenziali. Senza un intervento concreto da parte della Regione e del Governo, i prossimi 30 giorni rischiano di diventare un semplice rinvio di una crisi che la popolazione non intende più subire in silenzio.







