Nuovo scontro sul reclutamento degli Operatori socio sanitari in Calabria. Un gruppo numeroso di Oss inseriti in una graduatoria ancora valida ha notificato, tramite l’avvocato Francesco Pitaro, un atto di diffida nei confronti di Azienda Zero, chiedendo il ritiro del bando pubblicato il 13 febbraio 2026 per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di 176 Oss destinati alle aziende del servizio sanitario regionale. Secondo i firmatari, l’indizione del nuovo concorso sarebbe “contra ius e antigiuridica” alla luce della proroga legislativa delle graduatorie vigenti e della consolidata giurisprudenza amministrativa sul principio dello scorrimento.
La graduatoria prorogata per legge
Al centro della contestazione c’è la graduatoria approvata dall’allora AOU Mater Domini – oggi confluita nell’AOU Dulbecco – a seguito di un avviso pubblico per incarichi a tempo determinato. Gli Oss ricorrenti risultano collocati in elenco. Nel testo della diffida si richiama la Legge regionale n. 34/2024, che ha disposto la proroga di ventiquattro mesi delle graduatorie approvate nel 2022, e soprattutto la Legge regionale n. 3 del 29 gennaio 2026, che estende ulteriormente la validità di tutte le graduatorie derivanti da avvisi o selezioni, anche a tempo determinato, in scadenza nel 2026. “La graduatoria è pienamente valida, efficace ed esecutiva – si legge nell’atto – e le aziende del servizio sanitario regionale devono attingere da essa secundum legem”.
Il richiamo alla giurisprudenza
Nella diffida vengono citate anche pronunce del Consiglio di Stato che affermano il principio generale secondo cui, in presenza di una graduatoria ancora efficace, la pubblica amministrazione deve privilegiare lo scorrimento rispetto all’indizione di un nuovo concorso. “In presenza di una graduatoria concorsuale ancora efficace – ricordano i firmatari – la regola generale da seguire per la copertura dei posti vacanti è quella dello scorrimento”.
Per i ricorrenti, dunque, il nuovo concorso bandito da Azienda Zero si porrebbe in “netto contrasto con la normativa regionale vigente” e con l’orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa.
Il bando da 176 posti nel mirino
Il provvedimento contestato è il concorso pubblico per titoli ed esami finalizzato alla copertura di 176 posti di Operatore socio sanitario, a tempo pieno e indeterminato, per le aziende del servizio sanitario calabrese. Secondo i firmatari della diffida, l’atto determinerebbe una “elusione della legge regionale n. 3/2026” e una compressione del diritto degli idonei già inseriti in graduatoria. “Non può essere emesso un nuovo bando – si legge ancora – se esiste una graduatoria valida ed efficace per la medesima figura professionale”.
L’invito al ritiro e la riserva di azioni
Nelle conclusioni, i legali “invitano e diffidano” Azienda Zero, il Commissario ad acta per la sanità, il Presidente della Regione, le aziende ospedaliere e le Asp calabresi ad attingere alla graduatoria esistente, procedendo allo scorrimento per le assunzioni di Oss. Viene chiesto il ritiro o l’annullamento del bando entro sette giorni dal ricevimento dell’atto, anche in autotutela.
Gli istanti annunciano inoltre la riserva di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per l’accertamento di eventuali ipotesi di reato legate all’omesso scorrimento della graduatoria, sottolineando come tutte le aziende sanitarie regionali presentino “gravi carenze di personale Oss”.
Il documento è stato trasmesso anche al Prefetto di Catanzaro per le valutazioni di competenza. La vicenda apre ora un nuovo fronte nel delicato capitolo delle assunzioni nella sanità calabrese, tra esigenze di copertura degli organici e rispetto delle graduatorie vigenti.








