7 Agosto 2026
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Emodinamica cancellata a Vibo e Rossano, Avs prepara esposti in Procura: “Puniti per come hanno votato”

Europa Verde e Alleanza Verdi Sinistra preparano gli atti per Procure e Corte dei conti: "La politica non può stabilire dove un cittadino può sopravvivere a un infarto"

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Lo scoop pubblicato da Calabria7 sulla nuova Rete SCA apre adesso un fronte che potrebbe spostarsi dalle aule della politica a quelle giudiziarie. Europa Verde e Alleanza Verdi Sinistra annunciano infatti esposti alle Procure competenti e alla Corte dei conti sulla delibera di Giunta regionale numero 400 del 21 luglio 2026 che ha approvato la nuova organizzazione della rete per le sindromi coronariche acute. Nel mirino finiscono soprattutto due questioni già emerse nell’inchiesta di Calabria7: la scomparsa delle emodinamiche di Vibo Valentia e Corigliano Rossano, previste nella precedente programmazione ospedaliera, e il percorso diagnostico terapeutico allegato alla delibera che presenta ampie e puntuali coincidenze con un documento adottato nel 2019 dalla Regione Friuli Venezia Giulia, compresi riferimenti rimasti a strutture e organismi friulani. A intervenire è Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/Avs, che usa parole durissime.

“L’atto più grave dell’amministrazione Occhiuto”

“La delibera di Giunta regionale numero 400 del 21 luglio 2026 è l’atto più grave prodotto da questa amministrazione Occhiuto, perché stabilisce dove un cittadino calabrese può sopravvivere a un infarto e dove deve accontentarsi di una fiala, con un criterio che con la medicina non ha nulla a che vedere“, sostiene Campana.

Il rappresentante di Avs mette quindi in relazione la nuova mappa delle emodinamiche con la situazione politica delle due città rimaste fuori. “Nella tabella della Rete SCA le emodinamiche previste dal Dca 78/2024, appena due anni prima, e poi cancellate sono due: quella programmata nello spoke di Corigliano Rossano e quella di Vibo Valentia. Sono le uniche due città calabresi amministrate oggi dal centrosinistra”.

Il riferimento è al Giannettasio e allo Jazzolino. Per Corigliano Rossano, ricorda Campana, il Dca 78/2024 firmato dallo stesso Roberto Occhiuto nella veste di commissario alla sanità contemplava “l’implementazione dell’emodinamica anche ai fini dell’inserimento nella rete Sca”. Una previsione che, due anni più tardi, non compare nella nuova rete.

Il paragone con Crotone e l’accusa sulla “filiera”

Campana porta quindi ad esempio Crotone, dove l’emodinamica prevista nella precedente programmazione è stata invece attivata nei giorni scorsi: “Andreotti ci ha insegnato che a pensar male spesso ci si azzecca e non vorremmo immaginare che, con il passaggio di Voce al lato oscuro della politica, la magia nella città di Pitagora sia stata compiuta, mentre i cittadini di Enzo Romeo e Flavio Stasi devono considerarsi casualmente meno fortunati”. Si tratta, naturalmente, di una lettura e di un’accusa politica di Avs, sulla quale Campana richiama anche il concetto di “filiera istituzionale”, utilizzato nel dibattito politico calabrese. “I cittadini della Sibaritide e del Vibonese oggi scoprono di essere sfortunati per il modo in cui hanno votato, mentre quelli dentro la filiera sarebbero fortunati per la stessa ragione. Quando questo meccanismo riguarda un reparto salvavita assume una gravità ancora maggiore”.

Il documento della Calabria e quelle tracce rimaste del Friuli

C’è poi il secondo capitolo dell’inchiesta di Calabria7: il percorso diagnostico terapeutico assistenziale allegato alla Rete SCA. Campana sottolinea le coincidenze con il documento della Regione Friuli Venezia Giulia del gennaio 2019: dalla struttura del testo alle tabelle, passando per allegati e bibliografia. Nel documento approvato in Calabria sono inoltre rimasti riferimenti territorialmente estranei alla regione, tra cui Gemona e la centrale operativa friulana Sores. “Azienda Zero è una struttura costosa – afferma Campana – con dirigenti e risorse pubbliche, creata per programmare la sanità calabrese. Eppure consegna alla Giunta un file friulano di sette anni prima“. L’accusa è pesante: “Dopo aver copiato un percorso clinico senza nemmeno rileggerlo, comunica a Corigliano Rossano e Vibo Valentia che non meritano una sala di emodinamica invocando il rigore della programmazione. Il rigore lo dimostrino prima su sé stessi“.

“Sull’ospedale della Sibaritide svuotamento pianificato”

Avs allarga quindi il ragionamento al futuro ospedale della Sibaritide, collegando la vicenda dell’emodinamica a quella della Medicina nucleare. Campana parla apertamente di “uno svuotamento pianificato“, ricordando che la Medicina nucleare sarebbe uscita dai tavoli di concertazione nonostante fosse contemplata nel piano economico-finanziario e nonostante il bunker fosse già stato realizzato. “Prima viene sottratta la diagnostica avanzata, poi viene cancellata l’emodinamica prevista per trattare quei pazienti. Al posto delle strutture organizzate arrivano le formule delle équipe itineranti, senza indicazioni su orari, personale e volumi di attività”. Una soluzione, quella delle équipe itineranti, che era già finita al centro degli interrogativi posti da Calabria7, soprattutto rispetto alla necessità di garantire interventi tempestivi sui pazienti colpiti da infarto.

Avs prepara gli esposti: “Valutino Procure e Corte dei conti”

“Come Europa Verde e Alleanza Verdi Sinistra stiamo raccogliendo la documentazione per presentare esposti alle Procure della Repubblica competenti per territorio e alla Corte dei conti“, annuncia Campana. Avs chiederà alla magistratura di valutare eventuali profili di rilievo nella cancellazione dei servizi e anche l’utilizzo di risorse pubbliche per la predisposizione del documento. Campana lancia infine un appello a Sibaritide, Pollino, fascia ionica e Vibonese, chiedendo consigli comunali aperti e una mobilitazione congiunta.

La richiesta politica alla Giunta Occhiuto è chiara: ritirare il documento, ripristinare l’emodinamica prevista dal Dca 78/2024 per Corigliano Rossano e lo Jazzolino di Vibo Valentia e indicare “con un cronoprogramma vincolante la data di apertura delle due sale h24”. “Fino ad allora – conclude Campana – continueremo a chiedere risposte davanti agli ospedali e davanti alla Cittadella. Nessuno smetta di protestare finché quel no resterà scritto accanto al nome della propria città”.

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