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3 Marzo 2026
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Salme trattate come rifiuti ‘sporchi’: il cartello shock all’ospedale di Lamezia fa infuriare la città. L’Asp si scusa

La denuncia di un imprenditore scatena l’indignazione. L’Asp di Catanzaro si difende: “È terminologia tecnica, nessuna mancanza di rispetto”. Ma alla fine arrivano le scuse

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La segnalazione arriva da un imprenditore ed esponente del Partito Democratico, Francesco Grandinetti, che ha denunciato un fatto tanto sorprendente quanto destabilizzante: un cartello affisso davanti all’ospedale di Lamezia Terme inseriva le salme nell’elenco dei materiali destinati al cosiddetto “percorso sporco”, insieme a biancheria sporca, rifiuti speciali, rifiuti solidi urbani, campioni biologici e ferri chirurgici da sterilizzare. Un accostamento «inaccettabile, irrituale, che urta la sensibilità dei cittadini», afferma Grandinetti, che parla apertamente di una comunicazione «superficiale e profondamente irrispettosa».

Grandinetti: “È una questione di civiltà e rispetto della persona”

Nella sua nota, l’imprenditore sottolinea la gravità dell’episodio: «Inserire le salme nella stessa categoria dello ‘sporco’ è un atto grave, frutto di una comunicazione superficiale. In qualunque struttura moderna i percorsi delle salme sono separati, regolati da protocolli specifici per preservare il rispetto dovuto ai defunti e alle loro famiglie. Non è una questione solo formale, ma di cultura istituzionale».

Grandinetti chiede la rimozione immediata del cartello e la sua sostituzione con indicazioni rispettose e adeguate, affinché l’episodio non diventi «un simbolo di incuria comunicativa e mancanza di attenzione verso i cittadini».

La replica dell’Asp: “È lessico tecnico ospedaliero, ma capiamo il fraintendimento”

Di fronte alla polemica, interviene il direttore sanitario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Gallucci, che chiarisce l’origine del cartello: «Non è una questione di mancanza di rispetto per le salme, ma di rispetto delle norme igieniche».

Gallucci spiega che nei protocolli ospedalieri esistono percorsi distinti per i materiali potenzialmente contaminati e per quelli puliti. In questa logica, la parola “sporco” non ha una connotazione morale, ma indica un flusso logistico interno. «Il percorso ‘sporco’ garantisce la separazione di materiali di origini diverse, e comprende anche il trasferimento delle salme. È un uso tecnico del termine, ma fuori dal contesto può generare equivoci».

L’Asp riconosce dunque la possibilità del fraintendimento e comunica di aver già deciso di modificare le indicazioni, sostituendo il termine con una dicitura più chiara, come “Percorso Morgue”. Al termine della vicenda, l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro annuncia pubblicamente: «Ci scusiamo per il fraintendimento e provvederemo a correggere il cartello».

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