“Ho sempre sostenuto che il decollo dell’azienda “Dulbecco” – e quindi l’efficienza dei nostri presidi ospedalieri – non dipende solo dalla realizzazione del nuovo ospedale, questione pure importantissima. Un’azienda ospedaliera non si regge solo sulla logistica, ma anche e soprattutto sulla qualità delle professionalità esistenti. Ecco perché ritengo che nella selezione dei migliori profili professionali, la “Dulbecco” non possa derogare da criteri quali la trasparenza, il merito e l’autonomia delle decisioni”. E’ quanto afferma Mimmo Tallini, già presidente del Consiglio regionale della Calabria.
“Le voci devono essere rassicurate”
Tallini aggiunge: “Ho fatto questa premessa perché alcune ombre, tutte da verificare, si starebbero profilando sulla selezione per la direzione dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Azienda Universitario-Ospedaliera. Parliamo di una delle unità più importanti in assoluto della “Dulbecco”, un centro specialistico di eccellenza che gestisce le patologie cardiovascolari che colpiscono larghe fasce della nostra popolazione. Non è quindi una questione privata, ma di evidente interesse pubblico. Non è soltanto una nomina organizzativa: dalla scelta del nuovo direttore dipenderanno la qualità dei percorsi clinici, la valorizzazione delle competenze presenti, la continuità dell’attività e la capacità del reparto di rispondere ai bisogni dei pazienti. L’opinione pubblica, in presenza di insistenti voci che sembrerebbero anticipare le conclusioni di una selezione che ancora deve cominciare, deve essere rassicurata.
“Perché la procedura non sta facendo passi avanti?”
Dice ancora Tallini: “Proprio per la rilevanza dell’incarico, è essenziale che la procedura si svolga in un clima di piena serenità istituzionale, con regole chiare e garanzie verificabili di imparzialità. È quindi opportuno evitare che voci o anticipazioni vengano scambiate per decisioni già assunte: il risultato deve emergere esclusivamente dagli atti della procedura e dalla valutazione dei candidati secondo i criteri previsti.
Ma i dubbi non riguardano solo le indiscrezioni. Non si capisce, ad esempio, perché la procedura concorsuale non sta facendo passi in avanti e nei fatti è ferma da cinque mesi dalla presentazione delle domande e da tre mesi dalla nomina della commissione esaminatrice. Nessuno dei candidati ad oggi ha idea di quando si svolgeranno le prove. Nel frattempo si infittiscono le anticipazioni sul candidato che partirebbe da grande favorito”.
Tallini conclude: “L’auspicio è che il ritardo non sia in alcun modo riconducibile a pressioni, interferenze o tentativi di condizionare — direttamente o indirettamente — l’avvio e la conclusione della selezione. Ma deve essere, a mio parere, la Direzione generale dell’Azienda a fugare queste ombre, facendo in modo che la procedura prosegua con tempi ragionevoli, criteri trasparenti e piena autonomia degli organi competenti. Sono in gioco la funzionalità di un’unità fondamentale, la salute dei cittadini e, non ultima, la credibilità di un’Azienda pubblica a cui è affidato un compito di primaria importanza”.














