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7 Febbraio 2026
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Tumore al colon-retto, Calabria maglia nera: screening fermi al 5%. “Serve un cambio di passo”

Oltre 1.500 nuovi casi l’anno. Al convegno promosso da Acmo a Catanzaro, l’allarme degli specialisti: adesione agli screening scarsa, necessario cambio di rotta

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Il tumore del colon-retto rappresenta oggi la prima neoplasia per incidenza in Calabria. Ogni anno si registrano oltre 1.500 nuovi casi, su un totale di circa 48mila diagnosi a livello nazionale. Un dato che colloca la regione in una posizione critica nel panorama oncologico italiano.

A lanciare l’allarme è stato il chirurgo oncologo Alberto Vannelli, intervenuto a Catanzaro nel corso di un incontro dedicato alla prevenzione, promosso dall’Associazione Calabrese Malati Oncologici (Acmo).

Screening oncologici: adesione ai minimi storici

Accanto all’elevata incidenza, emerge un altro dato allarmante: la scarsa adesione agli screening oncologici. “A fronte di una media nazionale già troppo bassa, pari al 33%, che nel Sud Italia scende al 17,8%, in Calabria siamo poco sopra il 5%”, ha spiegato Vannelli.

Numeri che, secondo l’esperto, compromettono seriamente l’efficacia delle politiche di prevenzione. “Senza un cambio di passo, in cui il cittadino percepisca lo screening come una reale tutela della propria salute, sarà difficile incidere davvero”, ha sottolineato.

Diagnosi tardive e prevenzione insufficiente

Il basso livello di prevenzione ha conseguenze dirette sul decorso della malattia. “Proprio a causa dell’inadeguata diffusione degli screening – ha aggiunto Vannelli – in Calabria si arriva spesso alla diagnosi in uno stadio avanzato del tumore”.

In questo contesto, il ruolo dell’oncologo si intreccia sempre più con quello della prevenzione primaria. “Diventa centrale promuovere corretti stili di vita, ma lo screening resta uno strumento fondamentale”, ha ribadito il chirurgo.

Il peso della migrazione sanitaria

Durante il convegno è stato affrontato anche il tema dei costi sanitari legati alla migrazione oncologica. “Limitatamente all’oncologia, la Calabria sostiene ogni anno una spesa superiore ai 12 milioni di euro per i pazienti che si curano fuori regione”, ha spiegato Vannelli.

Accanto a questo dato negativo, emerge però anche un segnale incoraggiante: “Esiste un saldo attivo di circa mezzo milione di euro, che dimostra come le potenzialità per invertire la rotta ci siano”.

La sfida per il servizio sanitario calabrese

Il quadro emerso dal convegno Acmo evidenzia una sfida complessa per il servizio sanitario calabrese: rafforzare la prevenzione, aumentare l’adesione agli screening e ridurre le diagnosi tardive, investendo al tempo stesso sulle competenze presenti sul territorio.

Un percorso che, secondo gli esperti, richiede scelte strutturali, informazione capillare e un maggiore coinvolgimento dei cittadini, affinché la prevenzione diventi una pratica diffusa e non un’eccezione.

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