29 Ottobre 2026
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Dallo Scudetto di Serie D sfiorato con la Vibonese al biennale con l’Inter: chi è Simone Lo Schiavo, il nuovo vice ds nerazzurro

Dal Luigi Razza a San Siro, l'incredibile scalata del giovane avvocato di Vibo. Sarà il vice di Baccin con un ruolo anche nell’Under 23. La fiducia di Caffo e Beccaria, la promozione del Granillo e il calcio spettacolo con Modica. Poi Roma, Salernitana e Palermo

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Prima di arrivare all’Inter, Simone Lo Schiavo ha dovuto riportare in alto la squadra di casa. Prima di Milano c’erano la Serie D, una retrocessione da cancellare e un presidente disposto a fidarsi di un giovane avvocato con la passione per il mercato. Il punto di partenza della sua carriera sta lì: nella Vibonese che aveva bisogno di ricominciare e scelse un ragazzo cresciuto con quei colori. Adesso il traguardo è di quelli che cambiano una carriera. Lo Schiavo firmerà un contratto biennale con l’Inter e sarà il vice di Dario Baccin, promosso direttore sportivo dopo la separazione di un altro calabrese, il cosentino Piero Ausilio. Per lui è previsto anche un ruolo nel progetto Under 23. Nato a Tropea il 25 ottobre 1985, quarantun anni appena compiuti, porta in nerazzurro un percorso passato per Vibo, Roma, Salerno e Palermo. Una scalata cominciata quando il suo nome circolava soprattutto attorno al “Luigi Razza”.

La telefonata della Vibonese e le chiavi della ricostruzione

Bisogna tornare all’estate del 2017 per raccontare meglio Simone Lo Schiavo. La Vibonese è appena scivolata dalla Serie C alla D. La stagione iniziata con Massimo Costantino si è chiusa con Sasà Campilongo: una rimonta che aveva riacceso la speranza, poi il playout perso contro il Catanzaro. Una ferita aperta, dalla quale ripartire. Le dimissioni del direttore sportivo Battaglia obbligano il presidente Pippo Caffo e il direttore generale Danilo Beccaria a cercare un nuovo responsabile del mercato. La scelta cade su Lo Schiavo. Ha poco più di trent’anni, una laurea in Giurisprudenza e un’esperienza da osservatore maturata con l’ex ds rossoblù Massimo Mariotto. Conosce l’ambiente, segue il calcio, vuole misurarsi. Ha fame e voglia di emergere. La società gli affida una responsabilità pesante: costruire la squadra che deve risalire. La Vibonese scommette su di lui prima che lo facciano i grandi club.

Obodo, Orlandi e quel pomeriggio al Granillo

Il primo acquisto è Kenneth Obodo. Diventerà il capitano e uno dei riferimenti di una squadra destinata a lasciare il segno. La stagione prende forma tra difficoltà iniziali e una rincorsa che, con l’arrivo di Nevio Orlandi al posto di Campilongo, cambia passo. Davanti c’è il Troina. Sembra lontano, poi la Vibonese recupera, lo raggiunge e porta la sfida fino allo spareggio. Si gioca al Granillo di Reggio Calabria, il 13 maggio 2018. Centoventi minuti non bastano: la promozione passa dai rigori. Il tiro decisivo di Arario (preso da Lo Schiavo al fotofinish del mercato di riparazione) libera la festa rossoblù. La Vibonese torna in Serie C, trascinata dall’entusiasmo dei suoi tifosi, e conquista la prima vittoria di un campionato di Serie D della propria storia. Il cammino prosegue fino alla finale scudetto contro la Pro Patria: arriverà il titolo di vicecampione d’Italia dilettanti. Per il giovane direttore sportivo è il primo grande risultato. Per Vibo, una stagione da custodire. La più bella ed esaltante di sempre. Una stagione da record.

La conferma in C e il calcio champagne di Modica

Vincere è una prova. Confermarsi, per una realtà delle dimensioni della Vibonese, ne vale un’altra. La prima stagione tra i professionisti porta un girone d’andata di alto livello e una salvezza tranquilla. Il ciclo Orlandi finisce. Lo Schiavo è tra i primi a capire che bisogna cambiare e avvia una vera e propria rivoluzione. L’anno successivo punta su Giacomo Modica. Al “Luigi Razza” arriva un calcio offensivo, coraggioso, capace di accendere il pubblico. La domenica simbolo è quella del 20 ottobre 2019: Vibonese-Catania 5-0. Un risultato che fa rumore e racconta l’ambizione di una squadra abituata a giocarsela.

È il calcio champagne che i tifosi ricordano ancora. I playoff diventano un obiettivo possibile, poi il Covid interrompe il campionato e lascia il rimpianto per ciò che quella squadra avrebbe potuto conquistare. Lo Schiavo chiude il suo ciclo con una promozione e due permanenze consecutive in Serie C. Era il più giovane direttore sportivo della categoria: a quel punto aveva già risultati da presentare.

La Roma lo nota: dal mercato di provincia ai talenti di Trigoria

Nel 2020 arriva la chiamata della Roma. Per Lo Schiavo è il salto dentro una struttura diversa, con altri mezzi e altre responsabilità. Comincia dall’area scouting, poi passa al coordinamento tecnico di Primavera, Under 18 e Under 17. Il lavoro accanto a Morgan De Sanctis accompagna questa fase della sua crescita. Osservare, selezionare, valutare il potenziale dei ragazzi: il mestiere cambia dimensione e conserva il suo punto centrale, la scelta dei calciatori. Tra i talenti individuati nel percorso romano figurano Felix Afena-Gyan, Benjamin Tahirovic, Cristian Volpato, João Costa e Alessandro Romano. Nomi che raccontano un’attività sviluppata tra ricerca e valorizzazione dei giovani.

Salernitana e Palermo, le tappe prima dell’Inter

Nel 2022 Lo Schiavo passa alla Salernitana, ancora nell’area scouting e ancora al fianco di De Sanctis. Nel lavoro svolto a Salerno entrano operazioni e valutazioni su giocatori come Dia, Bradaric, Daniliuc, Pirola e Vilhena. Nel 2024 arriva il Palermo, club nell’orbita del City Football Group. Un altro ambiente, un’altra tappa. Dopo l’esperienza accanto a De Sanctis, lavora anche con Carlo Osti. Ora ha risolto il rapporto con la società rosanero per affrontare la nuova sfida.

Un biennale per affiancare Baccin, con un ruolo nell’Under 23

Manca solo l’annuncio ufficiale ma il più è fatto. La prossima settimana verrà formalizzato l’accordo già raggiunto con l’Inter e Simone Lo Schiavo diventerà a tutti gli effetti un dirigente dell’Inter: da Pippo Caffo a Beppe Marotta. Il contratto sarà biennale: Lo Schiavo affiancherà Baccin nel mercato, con responsabilità previste anche per l’Inter Under 23. Dopo Ausilio, un altro dirigente calabrese entra nell’area sportiva nerazzurra. Lo Schiavo ci arriva con l’esperienza di chi ha costruito una squadra in Serie D, difeso il posto tra i professionisti e lavorato nei settori giovanili e nello scouting di club di Serie A.

A Vibo lo conoscono anche come il fratello di Antonio Lo Schiavo, già candidato sindaco ed ex consigliere regionale. Adesso Simone può contendergli la notorietà. Il suo percorso, intanto, ha una data di partenza che il calcio vibonese ricorda bene: il 2017, quando Caffo e Beccaria gli consegnarono una squadra da rialzare. Da quella scrivania è cominciata la strada che lo ha portato all’Inter.

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