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26 Febbraio 2026
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La Reggina che non piace a Torrisi: “E’ mancata la cattiveria”. La corsa al primo posto rallenta

Amaranto poco cattivi e costretti a un "bagno d'umiltà". La Vigor Lamezia sfata il tabù dei big match casalinghi battendo gli amaranto con una prova di puro carattere.

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La Reggina, arrivata a Lamezia con l’imperativo della risalita, si infrange contro il muro eretto da Renato Mancini. Al “D’Ippolito” la Vigor Lamezia centra l’impresa contro una grande del campionato, dimostrando che la forza morale pesa più dei numeri in campo.

Il mea culpa di Torrisi: “Mancata la cattiveria

Torrisi, che non cerca alibi per la debacle amaranto, puntando il dito contro l’atteggiamento dei suoi uomini. “La Vigor ha vinto una partita strameritata perché ha dimostrato di avere più fame di noi. Abbiamo giocato un buon primo tempo, creando tanto, ma non abbiamo fatto gol perché c’è mancata cattiveria. Dobbiamo farci un bagno d’umiltà. Non abbiamo avuto rispetto dei nostri tifosi che ci hanno seguito in migliaia”.

Il tecnico della Reggina invoca un cambio di rotta immediato, sottolineando la passività nei duelli individuali. “Dovrà regnare l’equilibrio – ha concluso il mister – anche attraverso una giusta analisi sulla partita. Non abbiamo vinto duelli, in tre contro uno la Vigor prendeva la palla. Non dobbiamo prenderci in giro. Ci vuole un altro atteggiamento”.

Mancini: “Più forti in dieci che in undici

Il tecnico biancoverde rivendica con orgoglio la gestione tattica e psicologica di una gara che sembrava stregata. “Non era facile – ha detto mister Renato Mancini – confermarsi contro una Reggina del genere, affamata di punti perché crede nella risalita. Noi, sebbene la sconfitta con la Nissa, venivamo da un buon periodo e cercavamo concretezza. Ci siamo riusciti, abbiamo subito qualche giocata in ripartenza, però non ci siamo disuniti. Siamo riusciti a sbloccare il risultato, abbiamo subito un’espulsione dopo neanche un minuto della ripresa e questo poteva compromettere tutto, ma i ragazzi hanno dato prova di solidità e soprattutto forza morale, quindi portiamo a casa un risultato meritato”.

La chiave del successo risiede in una paradossale quadratura trovata proprio nel momento di massima difficoltà. “A livello mentale – ha terminato il tecnico – eravamo più forti di loro. Forse, abbiamo trovato la quadra più in 10 che in 11 in quanto dediti maggiormente al sacrificio. Dopo l’espulsione di Marigosu non ho voluto mettere un difensore subito poiché altrimenti avremmo consentito alla Reggina di creare tante occasioni, abbassandoci troppo”.

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