Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera, in un servizio di due anni fa scrisse che la Sala stampa del festival di Sanremo è stata parte integrante dello show. Per dimostrare quell’assunto citò la circostanza che nel 1971 i giornalisti accreditati erano una ventina, mentre in quell’anno erano diventati 1.300. Quest’anno erano 1.487. Un esercito che cresce esponenzialmente. Ciò dimostrerebbe, anche, cos’è il provincialismo italico di fronte a un evento-principe. Senza, ovviamente, che si possa pretendere di avere la puzza sotto il naso.
La Calabria nella 74ª edizione
Al netto della presenza della “bagnarota” vivente, Loredana Bertè che, comunque, in quell’anno si classificò al settimo posto, vincendo il premio della critica, tra le pieghe della 74° edizione ci fu tanta Calabria, a partire dai molti stoici colleghi che raggiunsero la città dei fiori per mandare corrispondenze canore e di costume.
Il giovane Federico Barra e le Olimpiadi 2026
A quel tempo il primo scossone lo diede, durante la seconda serata della kermesse musicale, il giovane studente calabrese Federico Barra, dell’Istituto comprensivo di Taverna (Cz), che presentò le mascotte delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 che cominceranno il giorno della Befana.; mascotte, ideate e realizzate insieme ad altri giovani coetanei calabresi.
Enogastronomia calabrese sotto i riflettori
Durante quella kermesse canora trovarono spazio i prodotti enogastronomici (la scaletta mercantile la preparò l’Arsac, l’Azienda regionale per lo sviluppo agricolo della Calabria, e c’erano l’olio Igp, il caciocavallo, le patate della Sila, la ’nduja, ecc.), che visti con gli occhi di oggi, quando l’Unesco promuove la cucina italiana a “patrimonio immateriale dell’Umanità”, non è male.
Mia Martini, Catanzaro e la riunione simbolica
Oggi Bagnara e le “bagnarote”, tornano in vetrina perché lunedì 15 dicembre sarà presentato ufficialmente alla Camera di Commercio di Catanzaro, un nuovo docufilm dedicato a Mia Martini, la numero uno della “bagnarote”. Sarà anche l’occasione per ricomporre la famiglia Bertè giacché è coinvolta la terza sorella, Olivia Bertè, in quanto ha realizzato la cover del contributo musicale di Mimì, ossia Mia Martini. L’iniziativa mira a raccontare la vera essenza e la forza di Mia Martini, offrendo un’occasione unica per conoscere la sua storia attraverso il film e le testimonianze di personaggi dello spettacolo.









