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3 Marzo 2026
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Crack finanziario a Vibo, arrestati il patron della Cof e altri quattro (NOMI)

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Cinque le persone arrestate – una è finita in carcere, mentre le restanti quattro ai domiciliari – e sequestri di beni per oltre 10 milioni di euro. Questo il risultato di un’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, e condotta sul campo dagli uomini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dai militari del Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri. Sette, nel complesso, gli indagati. Le persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari e di bancarotta fraudolenta.

I nomi

Gli indagati sono: Francesco Barbieri, 51 anni di Briatico, il patron del gruppo; Aldo Barbieri, 43 anni di Briatico; Giuseppe Barbieri, 50 anni di Briatico; Basilio Calzona, 51 anni di Cessaniti; Immacolata Burzese, 49 anni di Briatico; Giuseppe Francica, 60 anni di Briatico; Pietro Francica. Francesco Barbieri è finito in carcere, mentre Aldo e Giuseppe Barbieri, Burzese e Calzona ai domiciliari.

Le indagini

Le indagini avviate a seguito del fallimento di una prima società operante in ambito ortofrutticolo e del successivo fallimento di ulteriori cinque attività produttive che, sulla base delle relazioni del curatore, sono state riconosciute come una estensione della prima. La Guardia di Finanza, attraverso accertamenti di natura economico finanziaria e l’utilizzo di esclusive banche dati dedicate e i Carabinieri, che si sono occupati delle attività tecniche per corroborare e riscontrare gli elementi raccolti, hanno raccolto quindi importanti riscontri circa l’esistenza di un sodalizio criminoso che avrebbe utilizzato le società in questione per condurre operazioni fittizie, distrazioni di beni che avrebbero portato al fallimento le stesse allo scopo di frodare l’erario e i creditori.

Operazioni inesistenti pari a 37 milioni di euro

Nel complesso, la Guardia di Finanza ha stimato un ammontare di fatture per operazioni inesistenti pari a 37 milioni di euro, con un’evasione delle imposte pari a 7,7 milioni di euro nonché debiti nei confronti dell’erario e dei creditori, per un ammontare di 15,8 milioni di euro.

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