La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna a 15 anni di reclusione inflitta a Osvaldo Edmingo Mena Nunez, coinvolto in un presunto traffico internazionale di otto tonnellate di cocaina proveniente dal Sudamerica. La decisione è stata resa nota nella serata dell’8 maggio 2025, con l’accoglimento del ricorso presentato dall’avvocato Sandro D’Agostino, difensore dell’imputato.
Il viaggio in Colombia e l’accusa di essere “garanzia” per i narcos
Secondo quanto ricostruito nei precedenti gradi di giudizio, Mena Nunez, cittadino sudamericano, si sarebbe recato in Colombia per conto di una presunta organizzazione criminale calabrese, venendo poi trattenuto come forma di garanzia da parte dei narcos locali, in attesa del perfezionamento dell’operazione. Un ruolo che, secondo l’accusa, lo avrebbe inserito a pieno titolo nel disegno criminoso dell’importazione della droga.
La linea difensiva: “Nessuna funzione, solo un uomo ai margini”
La difesa ha però sostenuto una lettura diametralmente opposta dei fatti. Nel suo ricorso, l’avv. D’Agostino ha descritto l’imputato come una “pedina” priva di potere decisionale, sottolineando come il soggiorno colombiano fosse in realtà contraddistinto da una condotta di vita disordinata, fatta di «serate tra alcol e donne», e non da attività operative o negoziali con i cartelli della droga.
“Nessuna funzione riconosciuta a Mena Nunez dai colombiani, nessun accordo effettivo per l’importazione”, ha ribadito l’avvocato. Tesi che ha convinto i giudici di legittimità a rimettere in discussione la ricostruzione accusatoria, disponendo un nuovo processo di merito.
Tocca alla Corte d’Appello di Catanzaro riscrivere la storia giudiziaria
Sarà ora la Corte d’Appello di Catanzaro a rivalutare l’effettiva partecipazione di Mena Nunez all’associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, uno degli snodi centrali del procedimento penale. La nuova fase processuale dovrà chiarire se l’imputato fosse realmente parte integrante dell’organizzazione criminale o se, come sostenuto dalla difesa, si trattasse di una figura marginale, finita nel posto sbagliato al momento sbagliato.








