Dopo la sentenza del Tar Calabria che ha annullato gli atti con cui il Comune di Soverato aveva differito la scadenza delle concessioni demaniali, oggi si è tenuto un acceso incontro tra l’amministrazione e i balneari soveratesi, preoccupati per il futuro della stagione estiva ormai alle porte.
Il sindaco Daniele Vacca ha definito la situazione “un fulmine a ciel sereno” e ha annunciato che gli uffici legali del Comune sono al lavoro per trovare una soluzione: “Capisco la rabbia dei concessionari – ha detto Vacca – per molti di loro la stagione è già iniziata. È un percorso che affronteremo insieme. Non ci arrendiamo”.
Sentenza del Tar e accuse di conflitto d’interessi
Il ricorso che ha portato all’annullamento delle concessioni è stato presentato da una consigliera comunale, che secondo l’Associazione Stabilimenti di Soverato avrebbe agito sfruttando il proprio ruolo istituzionale per fini personali, nascondendosi dietro un’attività imprenditoriale. Il TAR Calabria, con la sentenza n. 175/2025, ha accolto il ricorso e annullato la delibera di Giunta del 19 dicembre 2024 e la relativa determina del settore Demanio, rigettando però la richiesta di risarcimento. “È una decisione che destabilizza un comparto fondamentale per il turismo e l’identità della nostra costa”, ha dichiarato l’associazione, denunciando “un danno enorme per l’indotto locale” e gravi interrogativi sulla trasparenza dell’azione legale.
La protesta dei balneari: “Così restiamo chiusi”
Nel corso dell’incontro in Comune, gli operatori balneari hanno manifestato tutta la loro preoccupazione, parlando di “situazione paradossale” rispetto ai comuni limitrofi dove le concessioni non sono state annullate. “Dietro ogni stabilimento balneare gravitano posti di lavoro, famiglie, servizi essenziali. Non possiamo restare fermi mentre altri comuni lavorano liberamente”, hanno protestato.
La categoria si dice pronta a proteste pacifiche, ma decise: “Non è solo una battaglia legale, è una battaglia per la sopravvivenza delle imprese locali”.
Alecci (Pd): “Una vergogna politica, andrò a Roma”
Durissimo il commento del consigliere regionale Ernesto Alecci, ex sindaco di Soverato, che ha parlato senza mezzi termini di “vergogna politica trasversale”, che da anni tiene in ostaggio le regioni costiere italiane: “Ho scritto al presidente Roberto Occhiuto e sarò a Roma per confrontarmi coi miei referenti nazionali. Non posso immaginare un’estate senza ombrelloni a Soverato. Da calabrese e soveratese non mi arrendo”.
Alecci ha anche difeso apertamente l’operato di Daniele Vacca, respingendo ogni tentativo di strumentalizzazione politica: “Il sindaco ha applicato una normativa nazionale vigente, seguendo quanto previsto dal Decreto Legge 131/2024. Ha fatto il possibile per tutelare la città e ora va sostenuto, non attaccato. In questo momento serve unità istituzionale, non divisione”.
Il nodo politico e il futuro delle concessioni
La situazione è ora in un limbo normativo e giudiziario: da un lato i balneari chiedono tutele immediate, dall’altro il Comune deve muoversi entro i limiti imposti dalla giustizia amministrativa.
Le richieste al Governo e alla Regione sono chiare: interventi urgenti, anche legislativi, per salvaguardare la stagione estiva, l’occupazione e la tenuta sociale di una delle località turistiche più importanti della Calabria.






