È avvenuto a Cosenza, durante un convegno, l’incontro tra l’inviato di Striscia la Notizia Michele Macrì e Anton Giulio Grande, presidente della Calabria Film Commission, finito negli ultimi mesi al centro di accuse e polemiche sulla trasparenza nella gestione dei fondi pubblici.
Lo scatto che immortala il confronto è già circolato, mentre il servizio completo potrebbe andare in onda già nella puntata di giovedì 22 maggio. Le immagini documenteranno le domande incalzanti rivolte dal giornalista del tg satirico Mediaset al presidente della Fondazione regionale, da tempo accusata dall’opposizione di mancanza di chiarezza nell’utilizzo delle risorse economiche.
25 milioni di euro sotto la lente
Al centro dell’inchiesta di Striscia e delle critiche politiche c’è l’utilizzo di circa 25 milioni di euro spesi dalla Film Commission calabrese negli ultimi anni. Una somma significativa che, secondo il Movimento 5 Stelle e altri gruppi d’opposizione, non sarebbe supportata da documentazione facilmente accessibile.
Il sito ufficiale della Fondazione, infatti, presenta solo un elenco statico di determine e delibere, spesso di difficile comprensione e privo di link diretti ai documenti. Una modalità definita opaca se confrontata con quella di enti analoghi, come la Film Commission Campania, dove ogni atto è invece cliccabile e scaricabile.
Nel mirino anche un’opera da 560mila euro
Tra i punti toccati dall’inviato di Striscia c’è anche un particolare acquisto: una “opera d’arte unica” del valore di 560mila euro, su cui Macrì avrebbe chiesto delucidazioni direttamente a Grande. Una cifra che ha sollevato non poche perplessità in un contesto in cui si invoca maggiore trasparenza e spiegazioni dettagliate sull’impiego dei fondi.
La difesa della Fondazione
La Calabria Film Commission ha sempre sostenuto di agire nel rispetto della normativa, ribadendo che tutte le informazioni relative agli appalti sono reperibili attraverso la banca dati dell’Anac. Tuttavia, per l’opposizione e ora anche per l’inviato di Striscia, la difficile accessibilità ai dati rappresenta un ostacolo alla vera trasparenza amministrativa.
Il servizio in onda nelle prossime ore potrebbe rilanciare la questione a livello nazionale, riaccendendo il dibattito su gestione pubblica, accountability e comunicazione istituzionale in Calabria.









