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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Lamezia ha scelto: tra Murone e Lo Moro uno scarto di oltre 2500 voti. Ecco tutti i numeri delle Comunali

Ballottaggio senza sorprese: il professore batte Lo Moro con il 54,73% dei voti contro il 45,27% della sua sfidante. Bevilacqua resta fuori dai giochi ma entra in aula. Il nuovo consiglio? Riequilibrato, ma pieno di volti noti

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Con il 54,73% dei voti al secondo turno, pari a 14.624 preferenze, Mario Murone è il nuovo sindaco di Lamezia Terme. La sfidante, Doris Lo Moro, si è fermata al 45,27%, raccogliendo 12.097 voti. Lo scarto tra i due è stato netto: oltre 2.500 voti di differenza, che hanno sancito una vittoria piena, costruita dal nuovo sindaco su una campagna elettorale sobria e su un lavoro di squadra che ha dato i suoi frutti fin dal primo turno.

Al debutto delle urne, Murone aveva già conquistato il primo posto con 15.636 voti, pari al 44,05%. Lo Moro seguiva a distanza con 11.276 preferenze e una percentuale del 31,77%. Terzo incomodo Gianpaolo Bevilacqua, con lusinghieri 8.585 voti e un 24,19% che ha pesato – e non poco – nell’economia politica della sfida.

Il consiglio comunale si ridisegna: maggioranza larga, opposizione divisa

La netta affermazione del centrodestra al ballottaggio si traduce ora in una maggioranza ampia in consiglio comunale. Murone potrà contare su 15 seggi: tre vanno a Fratelli d’Italia, tre a Noi Moderati, tre a Forza Italia, tre alla Lega, due a Lamezia Domani e uno a Calabria Azzurra. Una base larga e politicamente compatta, che garantirà al sindaco una navigazione istituzionale senza scossoni, almeno sulla carta.

La coalizione del centrosinistra, che ha sostenuto Doris Lo Moro, porta a casa sei seggi, uno dei quali è della stessa candidata sindaca. Tre consiglieri saranno espressione del Partito Democratico, uno della lista “Per Vivere Bene” e uno di Azione. Nessun eletto per Movimento 5 Stelle ed Era Ora, che restano fuori dall’aula.

Nonostante l’esclusione dal ballottaggio, Bevilacqua entra in consiglio come candidato sindaco non eletto e potrà contare su altri due consiglieri: Marialucia Raso, la più votata in assoluto con 964 preferenze, e Oscar Branca. La sua coalizione civica ha quindi ottenuto tre seggi in tutto, sufficienza per garantirgli visibilità, ma non per condizionare gli equilibri.

Un’aula tra riconferme, volti nuovi e (poche) donne

La nuova assemblea cittadina sarà composta da 24 consiglieri. I numeri fotografano un quadro politico in cui 11 sono i consiglieri uscenti riconfermati, a testimonianza di una certa continuità rispetto alle consiliature Mascaro. Le donne elette saranno dieci, comprese le già citate Lo Moro, Raso e Vescio. Una presenza femminile significativa, seppur ancora lontana dalla parità.

Dal punto di vista politico, il consiglio si presenta come un mosaico dove convivono l’esperienza di chi ha già attraversato più stagioni amministrative e l’energia di chi si affaccia per la prima volta all’assise. Una fotografia tutto sommato stabile, con un’aria di cambiamento che aleggia, ma non sfonda.

Bevilacqua ago della bilancia mancato, ma resta un protagonista

Il risultato di Gianpaolo Bevilacqua, pur non avendo impattato il secondo turno, ha lasciato il segno. Il suo 24% al primo turno ha rappresentato il vero terremoto elettorale di queste comunali. Non è bastato per scalzare Murone o Lo Moro, ma ha costretto entrambi a ripensare i propri equilibri. Ora, da consigliere, potrà muoversi in autonomia, facendo valere il proprio peso elettorale nei confronti sia della maggioranza che dell’opposizione. Non ha numeri per dettare legge, ma può diventare una variabile non secondaria nella dialettica d’aula.

Murone parte forte: numeri alla mano, ora servono fatti

I numeri, ora, sono tutti dalla parte del sindaco. Mario Murone ha vinto con un profilo civico dentro una coalizione politica, ha parlato di verità, sobrietà e riconciliazione, ma da domani sarà chiamato a gestire la macchina comunale con tutte le sue incrostazioni. Il mandato popolare c’è, la fiducia pure. Adesso, come ha detto lui stesso, bisognerà governare. Con i numeri, ma anche con visione.

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