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3 Aprile 2026
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Fallimento “Ofin Srl”, la Corte d’Appello conferma la condanna per Mario Occhiuto

Il senatore di Forza Italia avrebbe distratto circa 3 milioni verso società a lui riconducibili. Confermati anche i capi d'accusa legati all’uso personale di 117mila euro

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È stata confermata in Appello la condanna a 3 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta inflitta a Mario Occhiuto, senatore di Forza Italia ed ex sindaco di Cosenza. La vicenda riguarda il fallimento della “Ofin Srl”, società di progettazione dichiarata insolvente nel 2014, che Occhiuto aveva amministrato fino al 2011.

Le accuse: distratti oltre 3 milioni di euro

Secondo l’accusa, nel periodo di gestione da parte di Occhiuto, sarebbero stati distratti circa 3 milioni di euro dai fondi della “Ofin Srl”, trasferiti a favore di altre società riconducibili direttamente all’ex sindaco, per operazioni ritenute dalla Procura destinate a fini personali.

Coinvolta anche la sorella del senatore

Nel processo figura anche la sorella Annunziata Occhiuto, condannata in primo e secondo grado con rito abbreviato a un anno e quattro mesi. In concorso con lei, Mario Occhiuto avrebbe distratto altri 117mila euro, sempre a uso personale. Le somme sarebbero state utilizzate, stando agli inquirenti, per l’acquisto di appartamenti e magazzini.

L’iter giudiziario

L’indagine, avviata dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura, aveva portato al rinvio a giudizio nel 2019. In primo grado, la condanna fu definita da Occhiuto come “inaspettata e imprevedibile”, dichiarando che i fondi erano stati investiti in attività imprenditoriali, e non usati per scopi personali.

Ora, con la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, l’impianto accusatorio è stato pienamente accolto, aggravando la responsabilità penale dell’ex primo cittadino.

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