È arrivata in via definitiva la parola fine al processo che vedeva imputato Armando Veneto, uno dei più autorevoli penalisti italiani. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, rendendo così definitiva l’assoluzione dalle gravi accuse di corruzione in atti giudiziari e concorso esterno in associazione di tipo mafioso.
Una sentenza che chiude un lungo percorso giudiziario e restituisce pienamente l’onore al professionista calabrese, già noto per la sua lunga attività forense e per gli incarichi ricoperti nel mondo istituzionale e politico.
“Accuse infondate, trionfa il diritto”
A comunicare l’esito del giudizio sono stati i suoi difensori, l’Avvocato Professore Vincenzo Maiello e l’Avvocato Beniamino Migliucci, che in una nota affermano: “Cala il sipario su una tra le più controverse accuse giudiziarie degli ultimi anni, che fin dal loro sorgere erano apparse contrarie ai fatti e avevano destato generale incredulità non solo nel mondo forense ma anche nei luoghi della politica e della società civile, ove Armando Veneto ha ricoperto molte importanti cariche”.
I legali sottolineano come la decisione degli organi giudicanti abbia restituito piena centralità al principio di legalità: “Onore ai giudici di appello e di legittimità per aver riaffermato il primato delle ragioni del diritto e della ortodossa valutazione della prova, facendo vivere una giornata di festa allo stato di diritto”.
Una figura centrale del diritto penale italiano
Armando Veneto, decano del foro penale e figura di riferimento nel panorama giuridico nazionale, era stato coinvolto in un procedimento che aveva suscitato non poche perplessità negli ambienti giudiziari e istituzionali. Con la pronuncia della Cassazione, l’assoluzione diventa definitiva, si chiude una vicenda che ha segnato profondamente il dibattito sul rapporto tra diritto, prove e costruzione accusatoria. Per i difensori, si tratta anche di una vittoria simbolica: non solo per un uomo, ma per i principi fondamentali della giustizia.








