Nino Spirlì, già presidente facente funzioni della Regione, annuncia un ritorno alla prima linea elettorale. Dopo la scomparsa di Jole Santelli, era stato lui a prendere le redini della Calabria. Oggi, pur avendo dovuto accantonare l’impegno diretto per motivi familiari e di salute, ha dichiarato di essere tornato disponibile per seguire i candidati della Lega alle regionali del 5 e 6 ottobre, incarico conferitogli in un recente incontro con Matteo Salvini e Durigon.
Spirlì, omosessuale dichiarato e fervente cattolico — “non tolgo mai lo scapolare della Madonna del Carmelo”, ribadisce — nega che esistano dissapori con il segretario leghista: “Se ci sono stati, sono superati”. L’entusiasmo è palpabile: “Salvini ha messo in campo liste forti e rappresentative, con molte donne: questo testimonia l’apertura della Lega al Sud”.
Omosessualità, normalità e cultura dell’identità
Spirlì si definisce con fierezza “il primo governatore omosessuale della Calabria”, affermando di aver vissuto la propria identità “in modo sereno con la famiglia e il mio padre spirituale”. Tuttavia, stigmatizza la spettacolarizzazione delle battaglie LGBTQ, rifiutando eventi come il Pride, che definisce “una vergogna” che, a suo avviso, ha portato a divisioni.
Sanità, esperienza diretta e proposte concrete
La sua motivazione politica affonda nella sofferenza personale: dopo una diagnosi iniziale di pancreatite, scopre di avere un cancro aggressivo. La cura lo ha costretto a recarsi a Milano, città dove finalmente ha trovato competenze adeguate, cosa che in Calabria non ha riscontrato. Pur elogiando Occhiuto per aver investito in ospedali, attratto personale medico dall’estero e tentato di invertire il trend, sottolinea che i calabresi devono potersi curare qui, a casa.
L’avversario? I grillini e il bullismo social
Secondo Spirlì, il vero avversario politico non è il centrosinistra, ma i grillini e chi voterà Tridico. Condanna i comportamenti offensivi sui social, definendoli una forma di bullismo che ritiene inaccettabile anche sul piano familiare: “Chi si comporta così, può davvero esercitare la patria potestà sui propri figli?”.
Il Ponte sullo Stretto non è più una pipì del Pd
Spirlì si schiera ancora una volta a favore del Ponte sullo Stretto, definendolo “un’opera giusta da fare”, nonostante possibili rischi d’infiltrazioni mafiose. La citazione è chiara: la mafia non è esclusivamente calabrese o siciliana; esiste ovunque. Il progetto, ora formalmente approvato a livello governativo, rappresenta per Spirlì una “necessità europea”, in linea con ciò che Matteo Salvini, ministro competente, ha ribadito nell’aprile scorso, parlando di un’opera in grado di portare 120.000 nuovi posti di lavoro tra Calabria e Sicilia.




