È scontro politico in Calabria sulla recente nomina del sottosegretario Ettore Figliolia alla Presidenza della Giunta regionale. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Alecci, interviene per chiarire le polemiche: “In queste ore sono circolate ricostruzioni fuorvianti secondo cui la nomina dell’avvocato Ettore Figliolia sarebbe gratuita. È necessario attenersi a una lettura rigorosa degli atti ufficiali”.
Indennità e spese: i numeri della contestazione
Nel mirino finisce il decreto del presidente della Regione n. 26 del 14 aprile 2026 che, secondo Alecci, prevede comunque costi. “Al sottosegretario sono riconosciute le indennità previste dalla normativa regionale, comprese le spese di esercizio del mandato”, sottolinea il consigliere, spiegando che, anche in una lettura prudente, l’importo è quantificabile in circa 9.300 euro netti mensili, pari a 111.600 euro annui, pur restando escluse alcune voci come l’indennità di carica e quella di funzione.
“Non è una questione personale”
Alecci precisa la natura della critica: “Non mettiamo in discussione la professionalità del neo-nominato, ma riteniamo necessario fornire una lettura aderente alla realtà dei costi e dell’operazione”. Il tema, quindi, viene ricondotto a una valutazione politica e amministrativa complessiva.
Critiche alla riorganizzazione della Giunta
L’esponente dem amplia poi il ragionamento alla struttura della governance regionale, evidenziando come, a suo avviso, si sia assistito negli ultimi anni a un progressivo ampliamento degli incarichi.
“Abbiamo contestato fin dall’inizio l’introduzione dei sottosegretari, denunciando costi, opacità e sovrapposizione di ruoli”, afferma Alecci, ricordando che la Giunta è stata già ampliata nel numero degli assessori e che sono stati introdotti nuovi meccanismi come quello del consigliere supplente.
In questo contesto, l’aggiunta dei sottosegretari viene interpretata come un ulteriore aumento delle posizioni apicali senza un corrispondente beneficio concreto per i cittadini.
Verso una proposta di legge abrogativa
Sul piano politico, il Partito Democratico ribadisce la propria linea: “Resta valida l’iniziativa comune di tutti i gruppi di opposizione per una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare”. Secondo Alecci, si tratta di una battaglia istituzionale contro una norma ritenuta “sbagliata, inutile e lontana dalle priorità reali della Calabria”.




