Duro affondo da parte di Elisa Romano, dirigente nazionale di Europa Verde-Verdi/Avs, dopo la decisione della Corte dei Conti di negare il visto di legittimità alla delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto di Messina. “La magistratura contabile – ha dichiarato – raccoglie gli spunti offerti da Angelo Bonelli, che bene fa a chiedere le dimissioni di Salvini, e invita il Governo a ritirare la delibera in autotutela. Nell’area di Cannitello va istituito il Parco nazionale dello Stretto e della Costa Viola”.
Romano ha parlato di “troppe lacune” nel progetto, sottolineando che si tratta di un’infrastruttura “che nessuno vuole, se non i vassalli locali del centrodestra”.
La dirigente ecologista ha poi accusato la premier Giorgia Meloni di voler “strumentalizzare il lavoro dei giudici contabili interpretandolo come un’ingerenza politica”.
“L’iniziativa di Europa Verde – ha proseguito – non è solo politica ma una vera alternativa: tutelare un’area naturale ricchissima di biodiversità, proteggendo mare e terra tra Calabria e Sicilia”. Romano ha infine definito il progetto “il più grande spreco di denaro pubblico mai concepito: 14,6 miliardi che servirebbero invece per strade, ferrovie e reti idriche”.
Orrico (M5S): “Un governo allergico a regole e controlli”
Sulla stessa linea anche Anna Laura Orrico, deputata e coordinatrice calabrese del Movimento 5 Stelle, che ha parlato apertamente di “fallimento politico e istituzionale”.
“La bocciatura della Corte dei Conti – ha affermato – dimostra l’inadeguatezza del progetto, già denunciata da cittadini, comitati e forze politiche come il M5S per violazioni di norme europee e ambientali. È la disfatta di un’opera propagandata come soluzione a tutti i problemi infrastrutturali del Sud”.
Orrico ha poi attaccato il Governo, accusandolo di essere “allergico a regole e controlli” e di “lamentare ingerenze dei giudici solo perché non si piegano ai loro desideri elettorali”.
“La domanda – ha concluso – è se qualcuno si assumerà mai la responsabilità politica di questo fallimento e delle risorse già spese per un cantiere inesistente”.









