24 Giugno 2026
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Il Rettore Cuda risponde alla Lega e a Sasso: “E’ stata rimossa solo la targa errata, non la moschea”

Il numero uno dell'Università Magna Graecia, smonta le rivendicazione della Lega: "Smorziamo gli animi. Abbiamo garantito la libertà di culto. La rimozione della cartellonistica è precedente all'interrogazione".

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Il Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, è intervenuto per chiarire la vicenda relativa alla chiusura dello spazio di culto islamico aperto il 27 ottobre nel campus, smentendo categoricamente le rivendicazioni di “smantellamento” diffuse dalla Lega sui propri canali social. “Non abbiamo smantellato una moschea, ma abbiamo soltanto rimosso una cartellonistica che poteva generare, così come ahimè ha fatto, delle interpretazioni non corrette e faziose“, ha dichiarato Cuda, riferendosi specificamente alla targa che riportava la dicitura “moschea”. Cuda ha inoltre sottolineato come il problema non è al top delle sue priorità: “Tra le mie priorità – ha dichiarato – c’è la crescita dell’Ateneo, renderlo più robusto, forte ed efficiente ma, soprattutto, garantire a tutti i nostri studenti la migliore permanenza possibile qui da noi”.

La questione terminologica e la difesa costituzionale

Il Rettore ha voluto subito “cercare di smorzare gli animi”, ribadendo che l’iniziativa originaria mirava unicamente a “garantire, così come sancito dall’articolo 19 della nostra Costituzione, la libertà di culto religioso“. Cuda ha poi fornito un dettaglio tecnico-religioso per chiarire la natura dello spazio: “Per la fede islamica moschea è qualsiasi luogo di culto o area di preghiera. In effetti per loro si tratta di una ‘musalla’, piccola area dove si riunisce chi pratica questa religione”. Ha inoltre precisato un punto fondamentale rispetto alle polemiche politiche: la rimozione della cartellonistica è avvenuta precedentemente all’interrogazione parlamentare dell’onorevole Sasso.

Amarezza per le polemiche e appello alla tolleranza

Nonostante le critiche, il Rettore ha ribadito la correttezza della scelta: “Continuo a ripetere che questa è stata una scelta corretta, giusta e saggia“. Cuda si è detto “amareggiato per queste polemiche” e ha espresso le sue scuse “per tutti quelli che hanno dovuto subire pressioni”, sottolineando che “non sia un delitto poter esprimere le proprie opinioni e pregare in un luogo decente”. La motivazione istituzionale resta il servizio alla comunità: “Abbiamo una significativa comunità di studenti e dipendenti di fede islamica, abbiamo ritenuto giusto e opportuno consentire anche a queste persone di avere una piccola area di preghiera e silenzio”.

La stoccata a Rossano Sasso sulla tolleranza estera

A conclusione del suo intervento, il Rettore Cuda ha lanciato una stoccata polemica all’indirizzo del deputato leghista Rossano Sasso, citando un esempio di tolleranza religiosa da un paese islamico: “Un mio amico mi ha riferito, a proposito di tolleranza religiosa, che una fermata della metropolitana di Teheran è stata intitolata alla Vergine Maria, di fronte ad una chiesa armena”. Cuda ha infine provocato l’onorevole: “Vorrei chiedere al dottor Sasso che cosa ne pensa di questa idea o se pensa di fare una interrogazione parlamentare anche su questo”.

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