23 Giugno 2026
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Lucano torna sul naufragio di Cutro: “Bisogna spezzare il silenzio, i colpevoli si conoscono già”

L’eurodeputato di Sinistra Italiana interviene al Parlamento europeo durante l’evento dedicato alla tragedia di Cutro. Duro attacco alle politiche migratorie e al nuovo regolamento europeo sui rimpatri

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A oltre tre anni dal naufragio di Cutro, l’eurodeputato di Sinistra Italiana Mimmo Lucano torna a chiedere verità e attenzione su una delle più gravi tragedie migratorie avvenute sulle coste italiane.

Intervenendo a Bruxelles, a margine dell’evento “Verità e giustizia per il naufragio di Cutro”, organizzato dal gruppo della sinistra europea al Parlamento europeo, Lucano ha invitato a mantenere alta l’attenzione su quanto accaduto il 26 febbraio 2023. “Dobbiamo spezzare il silenzio. Contribuire a non fare passare un evento drammatico come qualcosa che scada nella routine. Questo sarebbe allo stesso modo crudele della vita che hanno perso”, ha affermato l’ex sindaco di Riace.

Secondo Lucano, da quella tragedia dovrebbe nascere una riflessione fondata sulla solidarietà e sull’accoglienza, anziché su logiche legate esclusivamente alla sicurezza. “Bastava dire che venivano prima i soccorsi e non la sicurezza. C’era tempo per la sicurezza”, ha aggiunto.

“I colpevoli si conoscono già”

Nel suo intervento, l’eurodeputato ha affrontato anche il tema delle responsabilità politiche e culturali legate alla gestione dei fenomeni migratori. “Dal naufragio, da quel giorno 26 febbraio 2023 ad oggi, quello che succede nella mia coscienza non è la ricerca giustizialista o di individuare i colpevoli. I colpevoli si sa già chi sono”, ha dichiarato.

Lucano ha richiamato una celebre frase di Pier Paolo Pasolini pronunciata dopo la strage di Piazza Fontana, sostenendo che il clima di ostilità verso i migranti sviluppatosi negli anni abbia contribuito a creare le condizioni di pericolo per migliaia di persone in fuga.

Il riferimento a Riace e all’accoglienza

L’eurodeputato ha poi ricordato l’esperienza di accoglienza realizzata nel borgo di Riace, definendola un modello capace di contrastare lo spopolamento e favorire la rinascita delle aree interne. “Le persone che si mettono in fuga sono, per me, come i martiri della libertà, degli eroi. Combattenti per la libertà e ci hanno portato bene. I nostri paesi erano abbandonati, sono rinati”, ha affermato.

Lucano ha inoltre richiamato la lunga vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto negli ultimi anni, collegandola alla sua attività di accoglienza portata avanti nel comune calabrese.

L’attacco all’Europa sui rimpatri

Nel corso dell’incontro, Lucano ha espresso forti critiche anche nei confronti delle recenti scelte dell’Unione europea in materia migratoria. L’eurodeputato ha contestato in particolare il nuovo regolamento sui rimpatri, approvato con il sostegno di diverse forze politiche europee. “L’approvazione del regolamento sui rimpatri, avvenuta anche con il contributo di forze politiche moderate, è qualcosa che annulla il motivo stesso per il quale nasce l’Europa: il rispetto dei diritti umani e l’uguaglianza. Quindi è un’Europa che rinnega se stessa”, ha concluso.

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