Il Teatro Comunale di Vibo Valentia, con i suoi 530 posti a sedere e una struttura moderna nata per ospitare teatro, musica e danza, è da anni considerato il futuro polo culturale della città. Sulla carta doveva essere un punto di riferimento, un motore di socialità e sviluppo economico. Nella realtà, invece, è diventato l’ennesima opera pubblica che fatica a vedere la luce, imprigionata tra lavori interminabili, lungaggini tecniche e continui rinvii.
Ad oggi la struttura è ancora chiusa. Gli operai stanno completando le ultime applicazioni della vernice ignifuga, requisito indispensabile per il successivo passaggio di documentazione ai Vigili del Fuoco, che dovranno esprimere un parere fondamentale prima della riunione della Commissione comunale di vigilanza sui pubblici spettacoli. Soltanto dopo questo passaggio sarà possibile aprire le porte al pubblico.
Il bando per la gestione della stagione teatrale
Nel frattempo il Comune ha pubblicato un avviso pubblico per individuare il soggetto che dovrà curare la Stagione Teatrale 2025/2026. Secondo il bando, possono candidarsi associazioni e imprese culturali con esperienza nel mondo dello spettacolo, dal teatro al cinema, dalla musica agli eventi multidisciplinari. L’attività dovrà svolgersi tra dicembre 2025 e giugno 2026, salvo proroghe motivate, e non comporterà alcun onere economico per il bilancio comunale: il gestore dovrà provvedere alla custodia, alla pulizia e alla manutenzione ordinaria, mentre gli incassi degli spettacoli resteranno interamente a suo favore. Il Comune, dal canto suo, si riserva l’utilizzo del Teatro per eventuali iniziative istituzionali.
Chi vuole gestire il Teatro Comunale
Dall’elenco ufficiale delle domande pervenute via Pec emerge un mosaico eterogeneo di realtà interessate alla gestione del Teatro. Si va da strutture consolidate come il Centro Teatrale Meridionale, Altrove Cantieri Culturali e AMA Calabria ad associazioni come la Compagnia BA17, l’Associazione culturale Il Delfino, la Veipocam il cui presidente è Enrica Candela, Cromatica Mat, oltre alla direttrice artistica vibonese Maria Teresa Marzano.
La cooperativa C.T.M. – Centro Teatrale Meridionale è un’impresa di produzione, programmazione e gestione di teatri di portata nazionale, con sede e radicamento molto forte in Calabria. Fondata nel 1985, rappresenta la maggiore realtà del settore teatrale calabrese, come attestano i dati INPS e il Ministero della Cultura, che ne riconosce 41 anni di attività nel settore teatrale. In questo arco temporale, il C.T.M. ha prodotto centinaia di opere teatrali, con particolare attenzione a illustri personaggi nati o legati alla Calabria.
Un gruppo composito, formato da professionisti, compagnie e associazioni attive nella produzione culturale, nella formazione teatrale e nell’organizzazione di rassegne. Le loro proposte dovranno misurarsi con i criteri dettati dal Comune, che premiano soprattutto l’esperienza, la qualità della progettazione culturale, la capacità di fare rete e l’attitudine a generare ricadute sociali.
La commissione è stata nominata: ora inizia la vera partita
La seduta pubblica dedicata alla verifica formale delle domande si è tenuta la scorsa settimana. Ora seguirà la valutazione in seduta riservata. Una volta definita la graduatoria, la proposta scelta dovrà essere approvata dalla Giunta Comunale. Il percorso amministrativo, quindi, è avviato, anche se procede in parallelo a una situazione paradossale: si seleziona il futuro gestore di un Teatro che, ad oggi, non è ancora in condizione di aprire.
Il punto dolente: i lavori e l’ennesimo rinvio
Il problema centrale resta sempre lo stesso: il Teatro è chiuso e non c’è ancora una data certa per l’apertura. Il Comune continua a sperare in un’inaugurazione entro dicembre, ma la realtà tecnica racconta un’altra storia. Prima bisogna completare la vernice ignifuga. Poi trasmettere la certificazione ai Vigili del Fuoco. Poi ottenere il parere della Commissione Pubblici Spettacoli. È difficile immaginare che tutto questo possa avvenire in poche settimane. L’ipotesi più realistica — secondo fonti vicine agli uffici — è uno slittamento a gennaio 2026. Ancora una volta, dunque, il Teatro Comunale si trova sospeso tra annunci e ritardi.
La maledizione del Teatro di Vibo
La città conosce bene questa storia. Il Teatro doveva essere uno dei simboli della rinascita culturale di Vibo Valentia, e invece è diventato un caso emblematico di quanto sia complesso, in Calabria, portare a compimento un’infrastruttura culturale pubblica. Ogni volta che si intravede la fine, ecco un nuovo ostacolo. Lavori da completare, certificazioni non pervenute, commissioni da convocare. Oggi, che finalmente esiste un bando, che sono arrivate proposte concrete, che è stata nominata la commissione, l’unico elemento mancante è proprio quello essenziale: il Teatro non è ancora pronto. È la contraddizione perfetta, quasi simbolica, la sintesi di tutto.








