Il nuovo rapporto Svimez conferma esattamente quanto anticipato da Pasquale Tridico nel suo intervento in Consiglio regionale. Secondo l’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, la Calabria si colloca all’ultimo posto tra le 240 regioni europee. Tridico critica quella che definisce la “narrazione trionfalistica” del presidente Roberto Occhiuto, invitando a leggere i numeri senza distorsioni: “Non servono economisti – afferma – basta guardare i dati”.
Giovani in fuga e povertà dilagante
Tra gli indicatori più allarmanti citati dall’europarlamentare c’è l’emigrazione giovanile: negli ultimi tre anni 175mila giovani del Sud hanno lasciato il Mezzogiorno per trasferirsi al Centro-Nord o all’estero, 7mila in più rispetto al triennio precedente alla pandemia. Il quadro sociale è altrettanto drammatico: nel 2024 quasi un calabrese su due (49%) è in povertà o a rischio di esclusione sociale. Una percentuale che rappresenta la peggiore condizione tra tutte le regioni d’Europa.
A questo si aggiunge il divario interno tra chi ha di più e chi ha di meno, che in Calabria raggiunge il livello più alto dell’UE.
Produttività ferma e occupazione ai minimi
Tridico richiama l’attenzione anche su reddito pro-capite e produttività del lavoro, i più bassi d’Italia. Il tasso di occupazione complessivo si ferma intorno al 45%, ben lontano dal 62% della media nazionale; quello femminile non supera il 36%, contro il 53% del resto del Paese. Sul piano economico, mentre il Mezzogiorno tra il 2021 e il 2024 ha segnato una crescita dell’8,5%, la Calabria si è fermata alla metà, fino al -0,4% nel 2024.
Costruzioni e PNRR come traino temporaneo
Il contributo più rilevante al Pil regionale – sottolinea Tridico – è arrivato dagli investimenti pubblici e dalle misure legate al PNRR, in particolare il Superbonus, che ha sostenuto il settore dell’edilizia. Una spinta però destinata a esaurirsi con la fine del programma e delle agevolazioni.
Agricoltura in sofferenza e spopolamento senza precedenti
Il settore agricolo ha registrato un crollo del –3,4% nel periodo 2021-2024, con un calo del 17% degli occupati. Allo stesso tempo la Calabria ha perso 180mila residenti, un’emorragia demografica alimentata soprattutto dalla fuga dei giovani laureati verso il Nord e altri Paesi europei.
“Negare la crisi significa ingannare i calabresi“
Per Tridico gli indicatori parlano chiaro e descrivono una regione immersa in una fase regressiva. “Raccontare l’opposto ai cittadini – afferma – è da irresponsabili”.
Secondo l’europarlamentare serve una risposta politica competente e collettiva, capace di rafforzare i servizi pubblici, riorganizzare la gestione dei fondi di coesione e selezionare dirigenti “fuori dai soliti cerchi magici”.
La stoccata finale: “Occhiuto pensa alle poltrone“
Tridico critica duramente anche la decisione del governo regionale di aumentare il numero degli incarichi politici, con l’ingresso di due nuovi assessori e due sottosegretari, una scelta che – sostiene – costerà ai calabresi 3,5 milioni di euro. “In un contesto economico del genere – conclude – pensare prima alla spartizione del potere che ai bisogni della popolazione è semplicemente inaccettabile”.









