Affruntata, Cunfruntata, Cumprunta, Cumprunti, ‘Ncrinata. Ovvero: incontro. È un rito religioso praticato in diverse zone dell’Italia meridionale la domenica di Pasqua, il lunedì dell’Angelo o il martedì dopo Pasqua. Questo rito consiste nell’incontro tra Gesù risorto, la Madonna e San Giovanni Apostolo ed è l’apice delle festività pasquali. La definizione nasce anche da ciò che il vangelo riporta a proposito dei dialoghi che accompagnano l’incontro tra San Giovanni Apostolo e la Madonna, l’incredulità dell’avvenuta Resurrezione di Gesù e la necessità di un “Confronto” diretto con la realtà, cioè la constatazione di persona dell’avvenuto miracolo.
Il rito risalente al 1711 a Dasà
La ‘Ncrinata di Dasà (Comune del Vibonese di mille anime) risale al 1711. La fede dei cittadini di Dasà è rivolta principalmente alla Madonna della Consolazione. La devozione dei dasaesi nei confronti della Statua risale, presumibilmente, alla fine del 1400, tenendo presente che la chiesa dove c’è la sacra statua è stata edificata nel 1483. Il sito del Comune di Dasà racconta: “È di questo periodo, appunto, una leggenda che racconta di un’incursione di briganti i quali devastarono il Casale di Bracciara, compresa la chiesa. Tra i ruderi di quel saccheggio rimase l’altare con la statua lignea raffigurante la Madonna della Consolazione”.
“Si racconta anche – prosegue il sito – che i paesi vicini, Dasà, Acquaro e Arena subirono più o meno lo stesso saccheggio; i loro abitanti, in procinto di edificare una nuova chiesa, rivendicarono il possesso della statua che venne prelevata, di Bracciara, con una carro trainato da buoi ma che, dopo appena qualche chilometro si fermarono senza più volere continuare, proprio alle porte di Dasà, nel luogo dove poi è stata edificata la chiesa della Consolazione, (in Piazza Madonna della Consolazione a Lei dedicata) tutt’oggi ospitante la statua.
La ‘Ncrinata si svolge una volta l’anno, (“ja bascjiu a l’Arcu” – giù in località Arcu), il martedì di Galilea, nel giorno in cui Maria ricevette, da San Giovanni, la notizia della Risurrezione del Cristo e coinvolge i dasaesi, gli abitanti dei paesi limitrofi e tanti turisti che conoscono l’importanza della manifestazione religiosa. La cerimonia religiosa consiste nel rappresentare l’incontro tra San Giovanni Evangelista e la madre di Gesù. In tale occasione San Giovanni le annuncia la risurrezione del Cristo e Maria, colta da grande emozione per tale notizia, si precipita di corsa, assieme all’Evangelista (le statue vengono portate ad una velocità superiore) verso suo figlio.
Quando lo vede, le viene tolto il mantello ‘mantu’ nero (testimonianza del fatto che il suo lutto era terminato) per sfoggiare un nuovo meraviglioso mantello azzurro (che aveva sotto il nero) con ricami in oro, il tutto enfatizzato da un coinvolgimento emotivo degli spettatori e dal rombo dei fuochi artificiali. Dopo, le tre statue vengono disposte a schiera e trasportate in processione lungo le vie principali del paese. Questo evento religioso viene ripetuto, da quasi 300 anni e, preparato con cura minuziosa, dai fedeli al punto da conservare sempre quel fascino particolare che attrae laici e credenti”, conclude il racconto.
L’incontro tra Maria, Gesù risorto e San Giovanni
Perché si corre nell’incontro? Secondo la tradizione la Madonna stenta a credere per ben due volte alla Resurrezione di Gesù. Solo al terzo annuncio si convince e, decisa, segue San Giovanni. Entrambi corrono verso l’incontro con Cristo risorto. Quando le statue raggiungono il medesimo punto, il velo del lutto viene tolto dall’effigie della Madonna.





