× Sponsor
16 Aprile 2026
16 Aprile 2026
spot_img

“Ho perso mio figlio nel modo più atroce”, il dramma di un padre catanzarese e la luce nel buio di nome Alice

Il dramma di Giovanni Mazzotta, il giorno dell'incidente e quel sì che gli ha spezzato la vita. Poi la rinascita nella nipotina: "E' lei la mia luce nel buio"

spot_img

Ho perso mio figlio nel modo più atroce possibile e con lui se n’è andata una parte di me. Si fa fatica a sopravvivere a un lutto così devastante, sei pervaso dalla disperazione, dalla rabbia nel non riuscire a trovare una ragione. Non mi do pace, non trovo una spiegazione, ma una spiegazione non c’è. Alla fine o accetti di aver perso la carne della tua carne, il tuo respiro, la tua gioia o la fai finita, ed io ho deciso di continuare a vivere per sua figlia Alice, la mia forza è lei, la sua bambina che non potrà mai abbracciare il suo meraviglioso papà e che è diventata il mio raggio di luce laddove c’era ormai solo buio e freddo”. Giovanni Mazzotta, di Curinga, il papà di Giuseppe, ripercorre quel drammatico 26 luglio 2025. Era sabato e sarebbe dovuto essere un giorno di festa da trascorrere con familiari e amici in campagna.

La scampagnata trasformata in tragedia

Si era visto la mattina con il figlio al bar intorno alle 9, lui doveva prima andare dal barbiere, sbrigare le sue cose e poi avrebbe raggiunto il padre, la famiglia, gli amici in campagna, dove lo aspettavano per arrostire la carne: “Le solite scampagnate, come quelle che si fanno a Pasquetta. Noi avevamo iniziato a cucinare, ma mio figlio tardava ad arrivare ed io l’ho chiamato al telefono, mi ha risposto che si stava ancora facendo i capelli”. E intanto le ore passavano. “Verso mezzogiorno mi ha chiamata la compagna di Giuseppe, dicendomi che aveva provato a contattarlo, ma lui al cellulare non le rispondeva e mi ha riferito che su facebook aveva letto la notizia di un incidente a Palazzo a Lamezia”. Giovanni inizia a preoccuparsi, ha paura che in quell’incidente possa essere rimasto coinvolto il figlio, lascia tutto e tutti, prende l’auto in direzione Palazzo, la strada che Giuseppe avrebbe dovuto fare per raggiungerli in moto. “C’era la Polizia, l’ambulanza, il traffico bloccato, non mi facevano passare, ho domandato ad un agente cosa fosse successo, perché poteva esserci mio figlio: c’era stato uno scontro tra una moto e un’auto. E gli ho chiesto se fosse morto, perché volevo essere rassicurato sul fatto che non ci fossero feriti, che non fosse lui, che non era accaduto nulla di grave”.

Lo schianto e il sì che nessuno vorrebbe sentirsi dire

Ma in quel sì del poliziotto, è morto sul colpo: “mi è caduto il mondo addosso, era finito tutto per me. Mi hanno fatto passare, non mi hanno fatto vedere il corpo di mio figlio, perché c’erano ambulanza e Forze dell’ordine. Mi sono sentito male, non mi sentivo più il cuore, mi hanno portato in ospedale”. Giovanni, rivede il figlio, operaio specializzato in una ditta, strappato alla vita a soli 35 anni, intorno alle 4, alle 4.30 del giorno dopo, steso in una barella mortuaria, circondato dalla sua famiglia, la madre, la compagna di Giuseppe incinta di cinque settimane, le sorelle di Giuseppe. Una morte su cui è in corso un’indagine della Procura di Lamezia e i genitori di Giuseppe Mazzotta si sono affidati alla professionalità di Fabio Levato, titolare dello Studio Rc, specializzato in risarcimento danni affiancato dalla responsabile Mary Franco . “Non potevo crederci, che mio figlio così buono, onesto, disponibile con tutti, se lo fosse portato via un destino amaro.

“In sua figlia rivedo il volto di mio figlio”

E’ innaturale sopravvivere ai propri figli, è un dolore così profondo, così intenso, che non si può esprimere a parole. Avevo perso tutto, ma ho trovato un motivo per andare avanti, perché lui mi ha lasciato un dono grande”. Ed è Alice la sua nipotina, la figlia di Giuseppe, nata lo scorso 6 aprile. “E’ un segno, è nata nel periodo della Resurrezione, la sua nascita per me, per mia moglie, per le mie figlie, per la compagna di Giuseppe è un miracolo. Io rivedo il viso di mio figlio nel volto di Alice, il suo cuore che batte. E’ tutta Giuseppe”.   

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img